Gioia

La gioia non dura a lungo. Sentimenti come l'eccitazione e l'allegria tendono ad affievolirsi col tempo.
La scrittrice Fumiko Hayashi, in "Diario di un vagabondo", scrisse: "La vita di un fiore è breve. Solo le sofferenze sono numerose". È un fatto della vita che la gioia sia di breve durata mentre le sofferenze persistano. Proprio per questa ragione è una grande fortuna incontrare la mistica Legge che permette di trasformare le illusioni e i desideri in illuminazione.
Quando affrontiamo le difficoltà, recitiamo Daimoku per risolvere i nostri problemi. Quando siamo tristi, portiamo la nostra tristezza davanti al Gohonzon. Quando siamo felici recitiamo con profondo senso di apprezzamento. Continuando ad avanzare in questo modo, guardiamo ai nostri problemi da uno stato vitale elevato. Quando preghiamo con forza è come se osservassimo l'intero universo. Così facendo possiamo guardare le nostre stesse sofferenze con distacco.
"Rispondere con gioia" non significa non avere preoccupazioni o sofferenze. È grazie alle sofferenze che recitiamo Daimoku e acquisiamo grande energia vitale. La gioia esiste perché c'è la sofferenza. È impossibile provare solo la gioia nella vita. Il Buddismo è una lotta. La vita è una lotta. Ecco perché dobbiamo sviluppare la forza interiore per continuare ad andare avanti. Un'esistenza temprata assaporerà la gioia eterna.

Daisaku Ikeda "La saggezza del Sutra del Loto" vol 3

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