Daimoku: Un ruggito di vittoria e felicità

di Daisaku Ikeda

Cantando
insieme,
la gioiosa canzone della vita,
recitiamo con vigore,
un Daimoku rivitalizzante.

Il Daimoku di Nam-myoho-renge-kyo è la forza motrice, colma di speranza, che tutte le persone hanno a disposizione per realizzare il loro desiderio più profondo di fare il massimo ogni giorno e condurre una vita vittoriosa e ricca di valore, traboccando di gioia di vivere.
Nella Raccolta degli insegnamenti orali Nichiren parla della «grande gioia che si sperimenta quando si comprende per la prima volta che la propria mente fin dal principio è stata il Budda. Nam-myoho-renge-kyo è la più grande di tutte le gioie» (OTT, 211-12, cfr. BS, 124, 54).
La recitazione risonante del Daimoku è un supremo inno alla vita e alla dignità umana, la proclamazione che noi stessi siamo entità di Nam-myoho-renge-kyo. È un invincibile ruggito che pervade il nostro essere con l'incommensurabile e illimitato potere del Budda e della Legge. Il mio maestro Josei Toda, che si risvegliò all'essenza della Legge mistica durante la sua prigionia nelle mani delle autorità militari giapponesi, ci incoraggiò con queste parole: «Dovete avere tale tipo di convinzione: "Questa mattina ho recitato Daimoku con tutto il mio cuore. Lo stesso farò stasera. E anche ora posso farlo. Perciò, qualsiasi cosa possa accadere, io so che tutto andrà per il meglio". Recitare con tutti noi stessi fino all'ultimo istante è, in essenza, ciò che ci conduce a concretizzare il miglior risultato in tutte le cose».

Daimoku
è una proclamazione
di vittoria,
quindi recitate fiduciosi,
come il ruggito di un leone.

Secondo il filosofo indiano Lokesh Chandra, con il quale ho condotto una sessione di dialoghi, il Mahatma Gandhi (1869-1948) incluse la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo nelle preghiere del suo ashram [in India, comunità religiosa formata principalmente per l'innalzamento spirituale dei suoi membri, n.d.r.]. Gandhi, ha detto Chandra, considerava il Daimoku come l'espressione massima del potere cosmico che risiede in ognuno di noi e come manifestazione della vita che si accorda con il ritmo fondamentale dell'universo.
In una lettera indirizzata a Gandhi, l'autore francese Romain Rolland (1866-1944) scrisse: «La vera preghiera è quella che, come nel suo caso, si esprime attraverso l'azione». La preghiera conduce all'azione, essa ne è il motore.
Quando gli affari del signor Toda stavano precipitando, io recitai risolutamente per sostenere il mio maestro e costruire una nuova Soka Gakkai. Ho recitato e agito; agito e recitato. Ho pregato e mi sono impegnato con tutto me stesso per trasformare la situazione. Non esiste arma più potente del Daimoku.
Come discepolo di Toda ho lottato al massimo, con lo spirito che il Daishonin descrive come «pratica diligente» grazie alla quale «in un singolo istante di vita esauriamo le sofferenze e gli sforzi di milioni di kalpa» (OTT, 214, cfr. BS, 124, 56).
Attraverso tutti questi sforzi, alla fine ho potuto dar prova al mio maestro di una vittoria completa.

Le preghiere
delle grandi donne Soka
sono totalmente senza paura,
che esse possano gioire completamente
di ogni singolo giorno.

«Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone. Quale malattia può quindi essere un ostacolo?» (Risposta a Kyo'o, SND, 4, 149), scrive il Daishonin. Qualsiasi ostacolo o sfida dobbiate affrontare nella vita, recitate Daimoku vigorosamente, fino a quando la situazione non è completamente trasformata. Daimoku è il ruggito del leone. È il mezzo fondamentale per vincere su tutte le funzioni negative e sradicare il male.
Parlando dello straordinario potere della Legge mistica di trasformare il veleno in medicina, Toda dichiarò: «Noi siamo i Bodhisattva della Terra e i seguaci del Daishonin. Siamo nati in questo mondo come persone comuni che incontrano molteplici sofferenze con l'unico scopo di dimostrare quanto felici si possa diventare attraverso il potere della Legge mistica. Fede significa condurre una vita meravigliosa e piena di significato».
Nella storia della Soka Gakkai, in particolare, non dobbiamo mai dimenticare quanto il potere del Daimoku sincero recitato dai membri delle Divisioni donne e giovani donne ci abbia permesso di superare innumerevoli prove e sofferenze.
Nichiren Daishonin scrive: «Ma, per quanto altre persone possano recitare Nam-myoho-renge-kyo, se hanno un atteggiamento ostile nei confronti di Nichiren cadranno senza alcun dubbio nell'inferno della sofferenza incessante. E poi, dopo che saranno trascorsi innumerevoli kalpa diventeranno discepoli di Nichiren e riusciranno a conseguire la Buddità» (WND, 2, 457). Questo si applica in egual modo a coloro che cercano di nuocere alla Soka Gakkai, l'organizzazione che agisce secondo la vera intenzione del Daishonin.

Parlando a un membro pioniere nella sua regione, che praticava da solo agli esordi della Soka Kyoiku Gakkai [letteralmente Società per l'educazione e la creazione di valore, che ha preceduto la Soka Gakkai, n.d.r.], il presidente fondatore Tsunesaburo Makiguchi disse: «Quando il Daishonin per primo recitò Nam-myoho-renge-kyo era completamente solo. Il fatto che tu ora sia l'unico a recitare Daimoku nella tua comunità significa che - in accordo col principio dei bodhisattva che emergono dalla terra - un secondo e un terzo, e poi altri cento e più condividendo la missione di kosen-rufu sicuramente appariranno nel futuro». Qui risiede la formula eterna per accrescere le schiere di persone capaci nel regno della fede.
Trentatré anni fa, nel 1974, a Mosca, al culmine della Guerra Fredda, dissi rivolgendomi a coloro che mi accompagnavano: «Impregniamo la ricca terra della madre Russia con il nostro Daimoku. Un giorno, anche qui, un costante flusso di bodhisattva emergerà dalla terra». Questo è esattamente ciò che è accaduto e che continuerà ad accadere nel futuro.
Lou Marinoff, presidente e fondatore dell'Associazione praticanti filosofici americani (APPA), col quale ho intrapreso un dialogo, disse di essere rimasto colpito dal potente suono di Nam-myoho-renge-kyo recitato dai membri della SGI, una pratica che, notò, era aperta a tutti i tipi di persone e permetteva di armonizzare la propria vita con il dinamico ritmo dell'universo.
Coloro che basano la loro vita sulla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo sono filosofi che possiedono una totale libertà interiore, brillano della stessa saggezza e vitalità dell'universo intero e creano valore promuovendo la pace e la giustizia.
Il Mahatma Gandhi dichiarò: «Nient'altro a questo mondo può ottenere di più di una preghiera che provenga dal profondo del cuore».

Ottimisti e fiduciosi
recitate un Daimoku potente
e vincete anche oggi.

Nuovo rinascimento - 386 - 1 dicembre - 2007
Editoriale di Daisaku Ikeda: tratto da Daibyakurenge, novembre 2007
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