Le sfide della vita

di Daisaku Ikdeda

«Una volta che sei nato essere umano, devi vincere». Un uomo che si lascia sconfiggere è un codardo. La vita è una continua sfida, è una lotta. Una persona che vince è esilarante, spensierata e gioiosa e per questo è sostenuta dagli altri. Al contrario chi perde verrà ridicolizzato dagli altri, diverrà miserabile e infelice. Perciò, qualsiasi cosa accada, perseverate fino alla vittoria, giorno dopo giorno. Ma ricordatevi sempre che l'accumulo dei beni materiali e del benessere non significa avere vinto. Ci sono tante persone che si sono lasciate corrompere dopo che hanno accumulato molti soldi. La vittoria di cui io sto parlando oggi non ha niente a che vedere con queste cose superficiali come il denaro. Si tratta di vincere contro le proprie debolezze. Vivendo in questo modo, quando ci guarderemo indietro potremmo essere orgogliosi di noi stessi, una vita verso la quale potremmo dire con convinzione: «Ho vissuto libero dai rimpianti. Ho vissuto in modo corretto. Ho vissuto rimanendo coerente con me stesso». È il cuore che conta. Cose come la reputazione pubblica e la popolarità non sono altro che illusioni. Ottenere queste cose non farà di voi delle grandi persone. Perciò vi esorto a vincere nella battaglia che avviene dentro i vostri cuori. La gioventù è un periodo della vita caratterizzato dalle lotte, ma è anche un momento di crescita dinamica, un momento di vigore, pieno di speranza. La vita in gioventù è una battaglia fra speranza e disperazione. Se uno soccombe alle paure e ai timori, degrada se stesso e di conseguenza viene sconfitto dalla vita, e questo causerà dolore non solo ai propri genitori ma a tutta la sua famiglia.
Al contrario, se una persona vince, in altre parole la speranza prevale sulle sfide, verrà coronato dalla gloria. La gioventù è il periodo delle lotte; nessuno può evitare i problemi, sia in un modo che in un altro, sia che siano piccoli o grandi, tutti noi dobbiamo passare attraverso numerose sfide, sono semplicemente fatti della vita. Per questa ragione vi chiedo di non permettere mai a voi stessi di rassegnarvi o di arrendervi.

Tratto da: il Nuovo Rinascimento n°384 - 1 Novembre 2007

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