A volte...

Poiché il Daimoku ha un significato profondo, quando recitiamo dobbiamo sempre ricordarci che Nam-myoho-renge-kyo è la nostra vita, e fare appello a una fede coraggiosa e vincere le illusioni che impediscono di credere in queste parole. Infatti il Daishonin, in un altro Gosho, afferma a tal proposito: «Quando invochi myoho e reciti renge devi sforzarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è la tua stessa vita» (RSND, 1, 3). A volte, anche impegnandosi, non è semplice percepire di essere uguali al Budda, o riuscire a vedere gli altri come Budda. Il presidente Ikeda spiega che non si tratta di una consapevolezza di tipo intellettuale, ma di una comprensione che nasce dalla fede (cfr. L'eredità della Legge fondamentale della vita - Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin, esperia, 2008, pag. 65). Per questo motivo è fondamentale coltivare la propria fede giorno dopo giorno. Quando ci si impegna nelle attività per kosen-rufu, quando si sostengono amici e parenti con il desiderio di aiutarli a superare le difficoltà e diventare felici, quando si parla agli altri della forza del Buddismo, in realtà si sta già vivendo sulla base della consapevolezza che "tutti sono Budda".
«I membri si stanno impegnando anima e corpo - scrive sensei - nella missione di propagare Nam-myoho-renge-kyo come Bodhisattva della Terra. Come tali essi stanno già manifestando il grande stato vitale della Buddità» (Ibidem, pag. 66).

Il Nuovo Rinascimento n° 568 nov-dic 2015 pag 20
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