Superare ogni avversità con la fede

di Daisaku Ikeda

Mentre cercavo di sostenere il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, nel tentativo di salvare la sua azienda dal fallimento, spesso mi sono trovato in situazioni in cui pensavo di aver esaurito ogni risorsa, di aver tentato ogni azione possibile. Ma è proprio quando pensiamo di aver toccato il fondo che inizia la vera lotta nella fede: in quei momenti raccoglievo la forza del re leone e facevo tutto il possibile per sostenere e proteggere il mio maestro.
Noi che abbracciamo la Legge mistica possiamo utilizzare "la strategia del Sutra del Loto" che ci consente di superare ogni ostacolo e aprire con risolutezza una via d'uscita in qualsiasi circostanza. Nell'incoraggiare i membri che affrontavano situazioni difficili, Toda spesso citava queste parole del Daishonin: «Quando accade un grande male, seguirà un grande bene» (RSND, 1, 992). Era inoltre solito dire: «È arrivato il momento di conseguire grandi benefici centuplicando, grazie al potere della Legge mistica, la trasformazione del veleno in medicina!» e ancora: «Solo chi lotta con tutte le proprie forze alla fine assaporerà il trionfo». Qualunque sia l'ostacolo, l'importante è continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo per fare emergere la saggezza intrinseca nella vita, esercitare la nostra creatività, attingere a tutte le nostre risorse e compiere ogni sforzo possibile con tenacia, serietà e sincerità; in questo modo riusciremo a trovare una via d'uscita in qualunque situazione.
Perché nel corso della pratica buddista incontriamo circostanze che ci fanno soffrire? Perché ci danno modo di sperimentare lo stato vitale della Buddità e offrire agli amici che lottano in questo mondo di sahauna luce di speranza e coraggio, raccontando loro le nostre esperienze, di quando non ci siamo arresi neanche di fronte a grandi ostacoli, di quando abbiamo perseverato nonostante tutto e abbiamo vinto. Affrontiamo quindi ogni situazione e accogliamo qualsiasi sfida senza lasciarci impaurire, senza esitare, offrendo agli altri le nostre vittorie conquistate con fiducia e padronanza di noi stessi.

Tratto da: il Nuovo Rinascimento n° 536 - 1 giugno 2014
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