Sintonizzare la propria vita

di Asa Nakajima

Costruire quotidianamente davanti al Gohonzon la relazione con il maestro, partendo dalla cerimonia di Gongyo mattina con cui si gettano solide basi per cambiare. Questo è stato il cuore dell'intervento di Asa Nakajima.
«È facile parlare di unità tra maestro e discepolo - ha detto - ma il difficile è metterla in pratica. Per riuscirvi iniziamo da Gongyo, un momento fondamentale che dovrebbe essere una gioia, non vissuto con senso del dovere. È proprio da qui, da questo importante momento, che si sintonizza la propria vita con quella del maestro». Ma la vittoria si costruisce giorno dopo giorno davanti al Gohonzon, lottando per sviluppare una solida felicità e un forte io e decidendo di rompere il guscio che racchiude la nostra vita e di manifestare la Buddità. Diversamente è facile rimanere impantanati nella sofferenza: «Come uscirne? Alzandoci da soli e seguendo il maestro che abbiamo scelto e che ci insegna come vivere e godere appieno della vita». Prendere l'iniziativa singolarmente, rialzarsi ogni volta che si cade, ricominciando proprio dal punto in cui si è caduti tenendo nel cuore sensei che ancora oggi, a ottantadue anni, continua a fare la propria rivoluzione umana. E andare davanti al Gohonzon, indirizzando una preghiera sincera e fiduciosa perché non basta averlo ricevuto: «Bisogna credere fino in fondo nella propria determinazione. La nostra vittoria, in definitiva, dipende da come usiamo il Gohonzon». A maggior ragione oggi, nell'epoca di mappo, dominata dall'arroganza, dall'avidità e dalle guerre è fondamentale usare il Gohonzon per costruire la pace: «Studiando il Gosho e mettendolo in pratica nella nostra vita si costruisce la pace, ma non dobbiamo dimenticare che la pace inizia da ognuno di noi. Recitando Daimoku è naturale che emerga il desiderio di rispettare gli altri e diffondere questo modello nella società».

Tratto da: Il Nuovo Rinascimento n° 430 - 1 Novembre 2009

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