Le ombre della paura

Una volta iniziato questo cammino, il potere rigenerante della pratica buddista inizierà a manifestarsi, ma è altrettanto normale che adesso, a conferma che siamo sulla strada giusta, arriveranno i "ladri di vita". «Quando la pratica progredisce e aumenta la conoscenza - scrive Nichiren Daishonin - i tre ostacoli e i quattro demoni emergono in maniera disorientante» (L'apertura degli occhi, RSND, 1, 255). Sono disorientanti perché non si riconoscono come produzioni della nostra mente, ma come cose che esistono realmente. L'oscurità fondamentale che li alimenta conosce molto bene i nostri punti deboli, perché è lì la sua casa. Vale per tutti gli esseri umani. Per i più pigri vuol dire essere aggrediti dal non aver voglia di praticare, gli indaffarati saranno sopraffatti dagli impegni. Per i "Budda che amano troppo", l'oscurità fondamentale prepara trappole assai dolorose, attingendo direttamente dal vuoto d'amore della loro vita e da lì fa emergere mostri dai nomi conosciuti: abbandono, tradimento, ossessione di controllo, disistima, voglia di morire. «Quando iniziavano i pensieri ossessivi - ci racconta Miriam - ho imparato a non cercare conferme dall'esterno. Cercavo di recitare Daimoku subito per il mio benessere, ma anche per la persona di cui pensavo male, concentrandomi sulla sua Buddità e lasciando che la mia parte illuminata richiamasse la sua. Recitavo Daimoku fino a che potevo e grazie a questo atteggiamento la realtà deformata dalla paura si ridimensionava. Così, per difendermi da queste ossessioni, ho scoperto con la mia vita il giusto atteggiamento e ho imparato a non mollare mai il ritmo della pratica, come insegna Nichiren. "Quando c'e da soffrire, soffri; quando c'e da gioire, gioisci" (Felicità in questo mondo, RSND, 1, 607)».

Tratto da: il Nuovo Rinascimento n° 512 15 Maggio 2013

Commenti

Posta un commento