La purificazione dei sei sensi

Un antidoto per i tre veleni

Che relazione esiste tra la percezione della realtà (e di noi stessi) e la capacità di ricevere benefici dalla pratica? La risposta a queste domande risiede nel significato di kudoku. Nichiren Daishonin spiega il significato di kudoku come il beneficio che nasce dalla purificazione dei sei organi di senso. Kudoku è ottenere la Buddità e purificare i sei organi di senso.
Nella filosofia buddista i sei organi di senso sono rappresentati dai cinque sensi (udito, olfatto, tatto, gusto, vista) e dalla coscienza, mentre l’agente purificatore è la recitazione di Nam-myo-ho-renge-kyo. Perché è così necessario purificare i nostri sensi?
Perché questi sono i diretti responsabili del nostro stile di vita e della nostra capacità di dominio sulle nostre tendenze negative.
Se da un lato la vita umana contiene la più alta condizione, dall’altro i tre veleni di avidità, collera e stupidità sono sempre in agguato e agiscono offuscando gli organi di senso e la coscienza. Una assimilazione della realtà e una percezione di noi stessi inquinata dai veleni non sarà certo felice e ci rimanderà, come se non bastasse, ad agire in maniera conseguente, ovvero negativa... Ne nasce un circolo vizioso che è possibile eliminare facendo emergere la massima condizione vitale in base alla quale gli organi di senso potranno funzionare a nostro vantaggio fino a formare una potente barriera contro i tre veleni. Può diventare una lotta quotidiana poiché “lucidare lo specchio della nostra vita notte e giorno” richiede fatica.
Ma se oltre ad imparare a “gustare” la vita nella sua interezza e nella sua più squisita essenza, vogliamo anche acquisirne la visione più corretta e tracciarne il corso che desideriamo, vale la pena farlo costantemente.

da un Nuovo Rinascimento di fine anni '90
stampa la pagina

Commenti