Firenze dà la cittadinanza onoraria a Daisaku Ikeda, costruttore di pace

di Silvia Sperandio

«Ikeda è una delle personalità più significative nel panorama internazionale tra coloro che si sono impegnati per il dialogo interculturale e interreligioso e per una politica globale rivolta verso la pace e la fratellanza dei popoli» ha affermato il sindaco di Firenze Dario Nardella, che sabato, insieme con la presidente del Consiglio comunale Caterina Biti accoglierà il figlio di Daisaku Ikeda, Hiromasa, che lo rappresenterà. «È stato testimone degli orrori della devastazione atomica - ha detto poi il sindaco di Firenze - e ha fatto della sua esperienza di vita una vera e propria missione rivolta all'obiettivo di debellare l'uso dell'arma atomica dalla faccia della terra».

«Voglio ricordare che Ikeda, che ha ricevuto il Fiorino d'oro nel 1992 e il sigillo della pace nel 2007, è anche tra i candidati al Premio Nobel per la pace e ci auguriamo che possa ottenerlo. E che Firenze, con la sua cittadinanza onoraria, possa in qualche modo spingere verso questa decisione».

1995, con Adolfo Perez Esquivel, premio Nobel per la Pace
«Credo che questa cittadinanza onoraria - ha detto infine - coroni il rapporto che da anni unisce Ikeda con la nostra città, un rapporto coltivato grazie alla comunità spirituale e culturale della Soka Gakkai che è molto integrata con la comunità cittadina».

«La rivoluzione umana in un singolo individuo...»
Nato a Tokyo nel 1928, Daisaku Ikeda sperimentò in prima persona la tragica realtà del militarismo e della guerra. Nella difficile realtà del Giappone del dopo guerra giunse ad abbracciare il Buddismo in seguito all'incontro con Josei Toda, insegnante e pacifista, presidente dell'organizzazione buddista laica Soka Gakkai, che era stato in prigione durante la seconda guerra mondiale per le sue idee contrarie al regime militarista.

1978, con J. P. Narayan, uno dei principali discepoli di Gandhi
Queste esperienze formarono il giovane Ikeda, indirizzando fin dall'inizio il suo impegno verso la pace. Nel corso degli anni ha intrattenuto dialoghi con molti illustri politici e pensatori a livello internazionale alla ricerca di risposte ai problemi globali, sostenuto attraverso la SGI le attività delle Nazioni Unite, scritto una vasta mole di lavori sui temi della pace e della condizione umana.
Centrale nel suo pensiero è che la chiave per una pace duratura e la felicità degli esseri umani stia nella trasformazione della vita di ciascun individuo più che nella sola riforma della società. Questo concetto è stato espresso nella frase di apertura del suo famoso romanzo La rivoluzione umana, per cui «la rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l'umanità».
Gli scritti di Ikeda, che offrono punti di vista basati sull'umanesimo buddista per affrontare le sfide sia della vita quotidiana individuale sia dell'umanità nel suo insieme, sono stati tradotti in più di trenta lingue.

1992, con B. N. Pande, vice presidente della Gandhi Smriti
Nel corso dei suoi viaggi Ikeda ha incontrato molti degli intellettuali, dei politici, degli accademici e dei “costruttori di pace” più importanti del mondo.
«esistono vari tipi di rivoluzione: politica, economica, industriale, scientifica, artistica... ma, indipendentemente da cosa viene cambiato, il mondo non sarà mai migliore finché le persone rimarranno egoiste e prive di compassione - scrive Ikeda -. In questo senso, la rivoluzione umana è la più importante di tutte le rivoluzioni e allo stesso tempo la più necessaria per l'umanità».

Ikeda ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Fra i tanti, il Premio per la pace delle Nazioni Unite (1983), il premio umanitario per l'Alto commissariato per i rifugiati (1989), la Medaglia di Grande Ufficiale delle Arti e Lettere del Ministero della Cultura Francese (1992), la Croce Onoraria delle Scienze e delle Arti del Ministero dell'Educazione Austriaco (1992), numerose lauree honoris causa da prestigiose università di tutto il mondo e l'Anello dottorale dall'Università di Bologna Almar Mater nel 1994 e numerose cittadinanze onorarie tra cui in Italia, le città di Palermo e Torino.

1989, con René Huyghe, storico dell'arte
Infine il 30 gennaio 2006, l'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana – consegnato a personalità di rilievo nel mondo letterario, artistico, sociale e umanitario – conferitogli dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

I praticanti buddisti aderenti all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai sono ad oggi 70.000 e a Firenze e in Toscana c'è la più alta concentrazione in Italia: solo nel comune di Firenze praticano infatti questo buddismo 4.000 persone a cui si devono aggiungere altre 2.000 nei comuni limitrofi per arrivare a 13.000 in tutta la Toscana.

Lo scorso lunedì 6 marzo, nella seduta del Consiglio comunale, l'onorificenza per Ikeda è stata consegnata al segretario generale della Soka Gakkai Italiana Vittorio Sakaki. Si è dato così applicazione alla delibera approvata dal Consiglio comunale, primo firmatario il consigliere Andrea Pugliese, il 15 febbraio 2016.

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