Come un leone all'attacco

Come sperimentare pienamente il potere del Gohonzon nella propria vita? In una famosa lettera indirizzata a Shijo Kingo per incoraggiare lui e la moglie Nichigennyo ad affrontare la malattia della piccola figlia Kyo'o, Nichiren esprime in modo semplice e diretto, ma preciso e severo, quale fede sia necessaria.

«Si dice che il leone, re degli animali, avanzi di tre passi, poi si raccolga su se stesso per saltare, sprigionando la stessa potenza nel catturare una piccola formica o nell'attaccare un animale feroce. Nell'iscrivere questo Gohonzon per la sua protezione, Nichiren è uguale al re leone. Questo è ciò che intende il sutra con "la potenza dei Budda simile a un leone all'attacco"» (Risposta a Kyo'o, WND 412; cfr. SND, 4, 149).
Prendendo ad esempio il leone, che mette tutta la sua forza nel catturare una preda, Nichiren Daishonin afferma di aver iscritto il Gohonzon con lo stesso atteggiamento, infondendovi tutto se stesso col desiderio di salvare tutte le persone dell'Ultimo giorno della Legge.
L'espressione usata è zensan goichi, che letteralmente significa "tre zampe in avanti e una zampa indietro", e sta a indicare la postura del leone nel catturare la sua preda. In questa posizione mira al bersaglio con attenzione, raccoglie tutta la sua forza e infine attacca. Con la stessa accuratezza e concentrazione, Nichiren ha raccolto tutta la sua forza vitale per manifestare la legge di Nam-myoho-renge-kyo nella sua vita e concretizzarla nel Gohonzon.
Questa è «la potenza dei Budda simile a un leone all'attacco» (in giapponese shishi funjin), il potere della compassione e della saggezza che il Budda raccoglie dalla profondità del suo essere.
Nichiren cita questa frase del Sutra del Loto per spiegare con quale profonda intenzione ha iscritto il Gohonzon: permettere in modo assoluto a qualsiasi persona di ottenere l'Illuminazione.
È con lo stesso atteggiamento che dovremmo pregare di fronte al Gohonzon: recitando Daimoku con una preghiera seria e sincera, con spirito combattivo e con la determinazione di vincere sicuramente, di superare difficoltà e ostacoli qualsiasi cosa accada. È proprio grazie a una preghiera così che la forza vitale del Daishonin, cioè quella del Budda materializzata nel Gohonzon, si manifesta anche nella nostra vita.
Nichiren continua: «Credi in questo mandala con tutto il tuo cuore. Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone. Quale malattia può quindi essere un ostacolo?» (ibidem).
Ecco la grande convinzione di Nichiren: la voce sonora e risonante di chi recita Nam-myoho-renge-kyo con fede forte e profonda nel Gohonzon è come il ruggito del leone, capace non solo di scacciare ogni nemico ma anche di disperdere ogni paura.
Con l'espressione «questo mandala» Nichiren indica il Gohonzon nel quale egli ha dato forma concreta alla sua Buddità, dimostrando con la sua esperienza - di aver superato quattro persecuzioni tra cui una condanna a morte - che si può manifestare il potere illimitato della Legge mistica nella vita di un essere umano. Utilizzando questo Gohonzon come uno specchio, e credendo che la nostra vita è come quella del Budda, possiamo sconfiggere le illusioni e l'ignoranza intrinseche nella nostra vita permettendo così alla Buddità di emergere immediatamente.
Inoltre la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo non si limita a richiamare e risvegliare lo stato di Buddità in noi stessi, ma risveglia anche il potere della Buddità insito nell'universo. Questo è ciò che chiamiamo "protezione degli shoten zenjin o divinità buddiste".

Nichiren scrive ancora: «Ma solo la tua fede determinerà tutte queste cose. Una spada sarà inutile nelle mani di qualcuno che non si sforza di lottare. La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita da un coraggioso nella fede. Allora egli sarà forte come un demone armato di una mazza di ferro. Io, Nichiren, ho iscritto la mia vita in inchiostro di sumi, perciò credi nel Gohonzon con tutto il tuo cuore. Il volere del Budda è il Sutra del Loto, ma l'anima di Nichiren non è altro che Nam-myoho-renge-kyo» (ibidem).

Il Daishonin ci assicura che infiniti benefici abbondano nella vita di una persona che ha una fede forte e piena di convinzione. Per questo motivo l'ichinen, la determinazione e l'atteggiamento di una persona che prega sono fondamentali.

Noi siamo facilmente inclini a scoraggiarci: quando ci ammaliamo o quando ci troviamo ad affrontare delle difficoltà abbiamo la tendenza a disperarci anche per piccole cose. Ma è proprio in questi momenti che diventa importantissimo e fondamentale recitare Daimoku con la potenza del leone, un Daimoku pieno di determinazione, per combattere gli ostacoli e le funzioni demoniache con lo stesso coraggio che Nichiren Daishonin insegnò a Shijo Kingo e Nichigennyo.
«Poco dopo la mia conversione - scrive Daisaku Ikeda - il presidente Toda mi disse: "C'è una frase che dovresti incidere nella tua vita" e citò un brano degli Insegnamenti orali di Nichiren che afferma: "Quando compi gli sforzi di cento milioni di kalpa in un singolo istante di vita, le tre proprietà illuminate del Budda emergeranno continuamente dalla tua vita". Quando ci impegniamo per kosen-rufu, concentrando in ogni momento gli sforzi di cento milioni di eoni, l'immensa vita del Budda emerge immancabilmente da dentro di noi, con le tre proprietà illuminate di saggezza, coraggio e compassione di cui siamo originariamente dotati. Il Daishonin rivelò il Gohonzon affinché le persone potessero diventare consapevoli di questa forza vitale illimitata» (MDG, 1, 284).
La lotta vera è tra l'oscurità fondamentale e la fede. Per riuscire a far emergere dentro di noi l'immensa vita del Budda dobbiamo sconfiggerel'oscurità fondamentale con l'"arma" della fede. La fede è la causa che ci permette di vincere l'oscurità fondamentale e far emergere come effetto la natura di Budda nella nostra vita.
La fede, nam (causa), è credere che la nostra vita è Myoho-renge-kyo, la vita del Budda. L'effetto è manifestare la vita del Budda nella nostra vita. Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo, poiché causa ed effetto sono simultanei, la vita del Budda emerge istantaneamente, come il sole che illumina il mondo nell'attimo stesso in cui è libero dalle nuvole.
Nam-myoho-renge-kyo quindi non è una formula magica, potremmo chiamarlo "il nome del nostro cuore". Quella che chiamiamo rivoluzione umana è la lotta che avviene dentro di noi per riuscire a credere con tutto il cuore che la vera entità della nostra vita e di quella degli altri è la natura di Budda. Senza questa lotta non c'è Buddità.

Riguardo al significato di fede, il presidente Ikeda scrive nella sedicesima lezione sul Gosho L'apertura degli occhi (Daibyakurenge, agosto 2005, traduzione nostra): «La quintessenza del Buddismo di Nichiren Daishonin è il principio di "fede uguale Buddità". È necessaria una fede profonda, e ciò significa credere nella propria e altrui Buddità. Inoltre essa deve essere una "fede duratura" che permette di perseverare nel credere, qualunque cosa accada. Inoltre deve essere una "fede indomita", che non soccombe alle funzioni demoniache e che determina la propria Illuminazione. Il Daimoku propagato dal Daishonin è il cosiddetto Daimoku combattivo, cioè il Daimoku dedicato a lottare per kosen-rufu. L'oscurità fondamentale emerge come dubbi, preoccupazioni, insicurezze, desideri terreni... Per sconfiggerli non esiste altro che il potere della fede. [...]
Nichiren Daishonin afferma che "la singola parola fede è la spada affilata con cui affrontare e sconfiggere l'oscurità fondamentale o ignoranza" (Ongi kuden, The Record of the Orally Transmitted Teachings, Soka Gakkai, pp. 119-20).
Combattere le funzioni demoniache significa fondamentalmente ingaggiare una lotta contro la nostra oscurità fondamentale e l'illusione. Noi stiamo lottando contro il potere demoniaco che ostacola il movimento di kosen-rufu, uno sforzo che è fondamentalmente una battaglia contro la propria oscurità. Anche la vera natura dell'impegno quotidiano nell'affrontare le varie difficoltà della vita è in essenza una lotta contro l'oscurità.
Se perdiamo la fede nella Legge mistica, cioè se perdiamo la convinzione (ichinen) di raggiungere assolutamente la Buddità, di diventare assolutamente felici e di realizzare sicuramente kosen-rufu, verremo sconfitti da ostacoli e demoni non solo durante la lotta per kosen-rufu ma anche nelle difficoltà della vita quotidiana».


Buddismo e Società n.112 - settembre ottobre 2005

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