Sei molto di più

Tu sei molto di più di ciò che hai realizzato sinora nella tua vita.
Sei molto di più del problema che assilla la tua mente in questi ultimi giorni, mesi, anni, ore o minuti.
Sei molto di più dell’immagine che hai costruito, di come ti vedi e di come gli altri ti possono vedere.
Un concetto fondamentale che per il buddismo si riassume in quattro brevi parole: da ora in poi.
Significa che puoi trasformare la tua vita da questo preciso istante, indipendentemente dal tuo passato e dalle circostanze che finora hanno gravato sulla tua esistenza.
Significa che ciò che hai realizzato fino a oggi non rappresenta tutto ciò che sei capace di realizzare, ma solo una minima parte.
La libertà profonda di cui parla il buddismo è proprio la possibilità di attingere a una parte di noi non contaminata dal passato, dalle esperienze, dalle illusioni della mente che ci portano a rinnegare che possiamo essere e diventare “altro”.
È questa l’oscurità della nostra vita a un livello profondo: è il non riconoscere l’infinita potenzialità della nostra vita. È quella battaglia che si svolge all'interno di noi tra una parte che ci incoraggia ad andare avanti e l’altra che ci ripete incessantemente che non cambierà mai niente perché in fondo in fondo… non lo meritiamo.
E sono tante le cause che possono portarci a credere di non meritare qualcosa ed elencarle qui sarebbe occupare troppo spazio.
Ognuno ha la sua storia, il suo passato, le sue sofferenze.
Ma l’elemento cruciale è proprio la possibilità di cambiare la nostra storia a partire da questo preciso istante in cui stiamo leggendo.
Quando siamo i primi a non credere in noi stessi l’ambiente circostante non crederà in noi. «In qualunque battaglia, se venite sconfitti, in realtà voi stessi vi siete sconfitti prima che lo faccia il vostro avversario. Non dovete permettervi di soccombere alla pressione o alle circostanze avverse. Quello è il momento di rinnovare il vostro impegno di vincere, il momento di ritrovare l’ardente desiderio di vincere» (brano tratto da NRU, 15, 124). Dunque, scrive Daisaku Ikeda, lo sforzo più arduo è quello che si compie prima dentro di noi, trovando l’ardente desiderio di vincere.
«Prima vincete con la mente, poi vincete con le vostre capacità» (ibidem, 125).
Spesso le capacità ci sono: il problema è che non le vediamo. Dobbiamo credere che siano possibili. Dunque dobbiamo vincere prima dentro di noi, aprendo la speranza alle potenzialità infinite di cui è capace la nostra vita.

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