Quella stessa preghiera

Shakubuku, il sentiero di maestro e discepolo

Nichiren Daishonin afferma che il karma negativo deriva dalle offese alla Legge. Offendere la Legge significa in sostanza non credere, dubitare dell'esistenza della natura di Budda in noi stessi e negli altri. Questo dubbio è la causa fondamentale che impedisce al mondo di Buddità di emergere nella nostra vita.
Shakubuku, cioè parlare agli altri della pratica del Buddismo di Nichiren Daishonin, è l'azione più diretta ed efficace per sradicare questo dubbio, poiché equivale a riconoscere, riverire e lodare l'esistenza della Buddità in noi stessi e negli altri. È l'espressione concreta della nostra fede nella Legge mistica, l'azione coraggiosa che ha il potere di rompere l'oscurità fondamentale.
Non esiste una sola persona che non possa ottenere la Buddità. Questa convinzione è alla base dei nostri sforzi per condividere la Legge mistica con gli altri. Ma quando siamo preda dell'illusione non riusciamo a credere.
«Il fatto di combattere continuamente la nostra oscurità o di non farlo è l'unico fattore determinante per ottenere la Buddità. Non dobbiamo mai dimenticarlo»: questo scrive il presidente Ikeda. Senza questo spirito di sfida, questo spirito combattivo, non possiamo conseguire l'Illuminazione (Buddismo e società, n. 119, p. 38).
L'impegno di fare shakubuku nasce dal coraggio. Il coraggio fa sgorgare dalla nostra vita la forza vitale fondamentale, insieme a una speranza innata che non crolla mai, per quanto disperata possa essere la situazione. È il potere di vivere con decisione fino all'ultimo istante. Come scrive il presidente Ikeda: «Quando ci battiamo per [proteggere] la Legge, il potere del nostro coraggio disperde la bruma dell'illusione che avvolge i nostri cuori, permettendo all'illimitato potere della Legge di fluire nelle nostre vite» (MDG, 1, 164).
Dedicarsi alla Legge mistica sostenendo e insegnando agli altri è la causa decisiva che trasforma il nostro karma.
Solo un diamante può lucidare un diamante. Solo gli esseri umani possono aiutare altri esseri umani a far brillare le loro infinite potenzialità.
Parlare a qualcuno del Buddismo di Nichiren Daishonin è l'azione che crea la condizione necessaria affinché quella persona possa ottenere l'Illuminazione.
Per questo il beneficio che deriva dallo shakubuku è infinito (cfr. MDG, 2, 130).

Il Daimoku di Nam-myoho-renge-kyo ha un potere benefico incommensurabile. Josei Toda descriveva in questi termini il potere della Legge mistica: «È come giacere supini in un grande spazio aperto, con le braccia e le gambe distese, e guardare il cielo sovrastante. Tutto ciò che desideri immediatamente appare. Per quanto tu possa donarne agli altri, non si esaurisce mai». Come possiamo sviluppare questa condizione vitale? «Se davvero vuoi raggiungere questo stato vitale devi combattere con ogni grammo del tuo essere per il Sutra del Loto, per kosen-rufu! Ciò significa impegnarsi per sempre al fianco del Budda delle tre esistenze [...] - ovunque possiamo trovarci nell'universo - per realizzare un mondo di pace e felicità indirizzato alla creazione di valore» (citato in D. Ikeda, La saggezza del Sutra del Loto, Esperia, vol. 1, p. 20).
Dopo essersi risvegliato alla verità che il Budda era la sua stessa vita, Toda comprese che la missione dei Bodhisattva della Terra di propagare l'insegnamento del Budda era in realtà la sua missione.
Egli parlava spesso dell'atteggiamento nella fede necessario per percepire la Legge mistica dentro di noi: «Propagare la Legge mistica nell'Ultimo giorno significa credere fermamente che la nostra vita non è altro che Nam-myoho-renge-kyo!». Questo è ciò che insegna Nichiren Daishonin quando afferma: «Quando invochi myoho e reciti renge devi sforzarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è la tua stessa vita» (Buddismo e società, n. 119, p. 33).
Scrive il Daishonin: «Se comprendiamo che la nostra vita in questo singolo istante è myo, allora comprenderemo che la nostra vita è la Legge mistica anche in tutti gli altri istanti. Tale comprensione è il mistico kyo, o sutra» (Ibidem, p. 13).
Possiamo considerare questo mistico kyo come la diffusione della Legge mistica da noi agli altri: «Quando per "mente in questo singolo istante" - spiega Ikeda - intendiamo la mente del Budda e per "mente negli altri istanti" la mentedi tutti gli esseri viventi, allora kyo si riferisce alla dottrina del Budda che espone gli aspetti della sua Illuminazione riguardanti la natura mistica della vita. [...] In tal senso potremmo affermare che lo sviluppo di kosen-rufu, con le persone che propagano la Legge mistica e recitano Daimoku senza sosta per la propria felicità e per quella degli altri e insegnano anche alle altre persone a fare lo stesso, corrisponde al mistico kyo» (Ibidem, p. 52).

Il cammino del raggiungimento della Buddità in questa esistenza consiste nel praticare con lo spirito di non dualità di maestro e discepolo. «La fede basata sullo spirito di maestro e discepolo è la chiave per aprire lo scrigno della nostra vita e rivelarne il tesoro, vasto come l'universo». (Ibidem, p. 54).
In Nam-myoho-renge-kyo pulsa la vita di Nichiren Daishonin: «Se la compassione di Nichiren è veramente grande, Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l'eternità, perché ha il benefico potere di aprire gli occhi ciechi di tutte le persone [...] Ciò non dipende in alcun modo dalla saggezza di Nichiren, ma semplicemente perché i tempi sono maturi» (SND, 2, 216). Questo era il voto del Daishonin.
L'Illuminazione di Toda in carcere fu all'origine dello straordinario sviluppo della Soka Gakkai dopo la seconda guerra mondiale. Nel suo discorso d'investitura, il 3 maggio 1951, disse: «Se la nostra mente è la stessa del Budda e desideriamo dedicarci sinceramente alla causa di kosen-rufu, [...] dobbiamo necessariamente sviluppare l'azione di shakubuku [...]. È il modo più diretto per mettere in pratica la compassione di Nichiren Daishonin, e ci consente di agire esattamente come fece lui, come persone che dal Budda hanno ricevuto un compito. Non bisogna mai dimenticare questo atteggiamento essenziale» (MDG, 1, 34).
L'essenza di shakubuku è il desiderio del Budda di permettere a ogni persona di raggiungere la vera felicità e il voto dei discepoli è di far proprio questo spirito, lottando per kosen-rufu.
Questo voto esiste nella profondità della nostra vita sin dal tempo senza inizio. Si tratta di risvegliarlo.

di Alessandra Fornasiero - da: Buddismo e Società n. 121 - marzo-aprile 2007 
stampa la pagina

Commenti