Non mi resta che partire da me

Non è che l'amore sia sempre una garanzia di bene, anzi, a volte fa più male di una malattia. Quando, per esempio, per amarti continuo a soggiornare nei miei stati vitali peggiori, perchè l'ho sempre fatto e tu pure. E insieme viaggiamo da un sentiero a un altro, magari da immemorabile tempo, finchè la fede mi permette di sperimentare. Sarà per questo che Nichiren incoraggia sempre mogli, mariti, fratelli e sorelle, figli e padri a sostenersi l'un l'altro. Non si tratta di essere per forza buoni, o succubi. Al contrario. Sostenere, decidere di sostenere la tua vita è un gesto potente, importante, è un modo di rendere concreta la mia Buddità, sforzandomi giorno per giorno di far vivere in me, nella nostra relazione, il mio stato vitale di Bodhisattva. A partire da quella felicità che esiste e non dipende da te o da questa relazione, che posso trovare ogni volta che recito Daimoku davanti al Gohonzon.
Posso percepire, agire la mia forza, la mia gioia di averti e grazie a te trasformare il mio karma, illuminare la mia e la tua vita e quella delle persone che sono più legate karmicamente a noi.
E lo sarà per sempre.

Buddismo e Società n° 178 - p. 23
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