Il Sutra di Virtù universale

Il Sutra di Virtù Universale. Cinque punti importanti

[È considerato un epilogo al Sutra del Loto che descrive il potere benefico del bodhisattva Virtù Universale e come meditare su di lui. Il sutra stesso dice che Shakyamuni lo predicò tre mesi prima di morire nel monastero della Grande foresta di Vaishali. n.d.r.]

Punto primo, sul Sutra di Virtù Universale.

Il titolo completo del sutra è Sutra della meditazione sul bodhisattva Virtù Universale predicato dal Budda.

La Raccolta degli insegnamenti orali dice: Il Sutra del Loto rappresenta il fondamento della dottrina come si può vedere nel mutuo possesso dei dieci mondi e nel possesso dei tremila regni in un singolo istante di vita. Perciò possiamo dire che tutti i tremila regni in un singolo istante di vita e i dieci mondi sono "universalmente virtuosi". Nemmeno un solo elemento del regno del Dharma viene omesso; perciò esso è universalmente virtuoso.
I dieci mondi di myoho, la Legge meravigliosa, e i dieci mondi di renge, il fiore di loto, rappresentano rispettivamente i due fenomeni della vita, o dell'io, e dell'ambiente. Il Sutra di Virtù Universale conclude che questi fenomeni non sono altro che il Sutra del Loto. Perciò esso è chiamato il sutra conclusivo del [Sutra del] Loto. Stando così le cose, possiamo concludere che i dieci mondi sono tutti Myoho-renge-kyo, che unisce la Buddità e i nove mondi.

Punto secondo, sul brano: «Come possono, senza sradicare le illusioni e i desideri o separarsi dai cinque desideri, purificare i loro sensi e cancellare le loro colpe?».

La Raccolta degli insegnamenti orali dice: Questo brano afferma che le illusioni e i desideri sono Illuminazione e che le sofferenze di nascita e morte sono nirvana.
Per i devoti del Sutra del Loto l'avidità è avidità e resta così com'è, la collera è collera e resta così com'è, la stupidità è stupidità e resta così com'è. E tuttavia essi stano portando avanti la pratica della Legge del bodhisattva Virtù Universale. Si dovrebbe comprendere questo chiaramente.

Punto terzo, sulle sei cose da tenere a mente.

Tenere a mente il Budda, tenere a mente la Legge, tenere a mente il sangha, tenere a mente i precetti, tenere a mente la pratica dell'offerta, tenere a mente gli esseri celesti.

La Raccolta degli insegnamenti orali dice: Tenere a mente il Budda significa tenere a mente la guida e il maestro che [nel Sutra del Loto] dice: «Io sono l'unica persona che può salvarli e proteggerli» (terzo capitolo, Similitudine e parabola).
Tenere a mente la Legge significa tenere a mente i cinque caratteri del Daimoku nell'epoca dopo la morte del Budda.
Tenere a mente il sangha significa tenere a mente i praticanti che sono esseri comuni nell'Ultimo giorno della Legge.
Tenere a mente i precetti significa tenere a mente il brano del Sutra del Loto che dice: «Questo si chiama osservare i precetti» (undicesimo capitolo, L'apparizione della Torre preziosa).
Tenere a mente la pratica dell'offerta significa tenere a mente che si dovrebbe donare il Daimoku a tutti gli esseri viventi.
Tenere a mente gli esseri celesti significa tenere a mente il fatto che, come dice il Sutra del Loto, «gli esseri celesti giorno e notte li proteggeranno e li difenderanno per amore della Legge» (quattordicesimo capitolo, Pratiche pacifiche).
Queste sei pratiche descritte sopra devono essere svolte dai praticanti del Sutra del Loto in quest'epoca, l'Ultimo giorno della Legge. Si dovrebbe riflettere su ciò.

Punto quarto, sul brano: «L'intero mare degli impedimenti karmici / nasce dai pensieri illusori. / Se vuoi pentirti, / siedi eretto e medita sul vero aspetto. / Allora tutte le colpe, come brina o rugiada, / possono essere dissolte dal sole della saggezza».

La Raccolta degli insegnamenti orali dice: «Tutte le colpe» sono gli impedimenti karmici che derivano dai sei organi di senso, e questi [impedimenti] sono come brina o rugiada. Perciò, benché essi esistano, possono essere dissolti dal sole della saggezza. Il sole della saggezzaè Nam-myoho-renge-kyo, che Nichiren sta propagando ora nell'Ultimo giorno della Legge.
Le parole «sole della saggezza» si riferiscono sia al Budda sia alla Legge. Il Budda Shakyamuni nel Sutra del Loto è definito «sole di saggezza, grande venerabile saggio» (secondo capitolo, Espedienti). E il Sutra del Loto spiega che «così come il sole, figlio del cielo, può fugare qualsiasi oscurità, similmente anche questo sutra è in grado di disperdere l'oscurità di tutti i mali» (ventitreesimo capitolo, Precedenti vicende del bodhisattva Re della Medicina). Riferendosi al maestro e guida dell'Ultimo giorno della Legge, [il Sutra del Loto] afferma anche che, «come la luce del sole e della luna può fugare oscurità e tenebre, così questa persona, mentre passa nel mondo, può dissolvere l'oscurità degli esseri viventi» (ventunesimo capitolo, Poteri sovrannaturali del Tathagata).

Punto quinto, sul brano: «Il terzo atto di pentimento è usare la Legge corretta per mettere ordine nel paese e non fuorviare il popolo con visioni erronee».

La Raccolta degli insegnamenti orali dice: La Legge corretta nell'Ultimo giorno della Legge è Nam-myoho-renge-kyo. Questi cinque caratteri sono una Legge segreta che non inganna alcun essere vivente. Se tutti coloro che stanno sotto il cielo si uniscono nel credere in essa, allora questo paese sarà tranquillo e pacifico. Perciò [l'ottavo volume di] Significato profondo dice: «Se ci si affida a questa Legge, allora tutto ciò che sta sotto il cielo sarà in pace». Le parole «questa Legge» si riferiscono al Sutra del Loto. Quindi non può esservi dubbio che, se si crede nel Sutra del Loto, allora tutto ciò che sta sotto il cielo sarà pacifico e sicuro.

Buddismo e Società n.124 - settembre ottobre 2007

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