I tesori del cuore

Nichiren Daishonin nel Gosho Lettera a Niike afferma: «Come siamo fortunati noi che siamo nati nell'Ultimo giorno della Legge al tempo di kosen-rufu!».
Abituati alle utopie, alle "città del sole", alle società ideali, certo ci è difficile riconoscere nel mondo di oggi i segni di quella pace e di quell'armonia evocati dal termine kosen-rufu, quando «il vento non spezzerà i rami o le fronde, né la pioggia cadrà così forte da rompere una zolla. [...] I disastri si allontaneranno dal paese e la gente sarà libera dalla sfortuna. Le persone impareranno anche l'arte di vivere esistenze lunghe e realizzate».
Uno dei punti da chiarire è che kosen-rufu non è un evento che si realizzerà nel futuro, ma una decisione da perseguire, un progetto che si realizza mentre si costruisce. Spiega Tamotsu Nakajima, direttore generale dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, nelle pagine che seguono: «Noi spesso usiamo l'espressione kosen-rufu soltanto per indicare la fine di un'impresa. Invece nel Sutra del Loto e nel Gosho per kosen-rufu si intende il processo attraverso il quale si diffonde l'insegnamento buddista tra la popolazione di tutto il mondo».
Al processo di kosen-rufu diede inizio Nichiren Daishonin il 28 aprile del 1253, a mezzogiorno, quando per la prima volta pubblicamente recitò Nam-myoho-renge-kyo spiegando che nell'epoca malvagia dell'Ultimo giorno della Legge questa pratica era l'unica via per l'ottenimento dell'Illuminazione nella vita presente.
Qualche anno dopo, nel 1260, Nichiren inviò a un uomo politico tra i più influenti dell'epoca un trattato dal titolo Adottare la dottrina corretta per la pace nel paese dove spiegava dettagliatamente, con dovizia di esempi e citazioni dalle scritture, come i tragici eventi che straziavano il popolo giapponese - dalle faide politiche alle epidemie alle calamità naturali - erano l'effetto di credenze, filosofie e religioni errate. La cosa più grave, a suo avviso, era il rifiuto delle varie scuole buddiste di adottare, come insegnamento per l'ottenimento dell'Illuminazione, il Sutra del Loto. Per Nichiren questo equivaleva al rifiuto di seguire l'autentico insegnamento del Budda Shakyamuni, che proprio nel Sutra del Loto afferma: «Dopo la mia estinzione, nell'ultimo periodo di cinquecento anni, dovrai diffonderlo [questo sutra] in tutto Jambudvipa e non permettere mai che la sua diffusione sia interrotta».
Kosen-rufu, come spiegherà Nakajima nelle pagine successive, significa appunto propagare largamente - in tutto il mondo - e incessantemente il Sutra del Loto, secondo il desiderio del Budda. Nichiren Daishonin ha dedicato la sua intera vita alla realizzazione e alla perpetuazione di questo processo nei secoli a venire.
Scrive Daisaku Ikeda: «Il Daishonin afferma che coloro che si impegnano coraggiosamente per la realizzazione di kosen-rufu come il Budda insegna, senza temere le persecuzioni, riceveranno il beneficio di "ottenere l'Illuminazione nella propria forma presente" e "purificare i sei organi di senso". Noi riceviamo benefici e realizziamo la nostra rivoluzione umana solo nella misura in cui ci sfidiamo coraggiosamente per far progredire kosen-rufu».
«Come insegna il Budda», dice Ikeda. Ciò significa avere il Buddismo, e non le proprie opinioni, come punto di riferimento, come fondamento dell'esistenza. «Vivi in modo che tutte le persone di Kamakura lodino Shijo Kingo per la devozione al suo signore, al Buddismo e per la bontà d'animo verso gli altri. Più preziosi dei tesori di un forziere sono i tesori del corpo, e prima dei tesori del corpo vengono quelli del cuore. Dal momento in cui leggerai questa lettera sforzati di accumulare i tesori del cuore». Così Nichiren incoraggia il suo discepolo samurai ad acquisire le qualità che derivano dalla pratica e dalla propagazione della Legge.
I "tesori del cuore" sono i cambiamenti che operiamo nel nostro carattere, nel nostro modo di essere e di vivere cercando di applicare il Buddismo alla nostra esistenza.
Riferendo le parole del Gosho al mondo di oggi, Ikeda spiega che «"devozione al signore", "devozione al Buddismo", "bontà d'animo verso gli altri", si possono tradurre in termini attuali come dedizione "al lavoro", "a kosen-rufu" e "alla società", cioè alla totalità della fede e della vita quotidiana. Un cuore sempre rivolto verso il bene perché si basa sulla natura del Dharma (la Buddità presente nella nostra vita, n.d.r.) porta alla creazione di valore in qualsiasi impresa umana. Il Daishonin consiglia di guardarsi dall'egocentrismo e di comportarsi in modo da guadagnarsi l'apprezzamento e la fiducia degli altri. [...] Un cuore rivolto al bene si riflette nel comportamento e nel modo di vivere e non mancherà di essere capito e apprezzato nella società».
Invece di basarci su un cuore dominato dal karma, dice ancora Ikeda, è necessario accordare il nostro cuore con il cuore del Budda, mettendo in pratica il suo insegnamento. «Un Budda autentico è una persona che agisce per permettere a tuttele persone di intraprendere la via per la felicità da lui stesso percorsa».
«Per far sì che una società che sta colando a picco verso l'oscurità si diriga verso un mondo illuminato, caratterizzato dal rispetto per gli esseri umani, l'unica strada è che ognuno di noi dimostri di essere riuscito a vincere manifestando la natura di Budda nelle proprie azioni. Perciò il nostro combattimento interiore per credere fermamente nella Buddità propria e degli altri ha un'enorme importanza».
Attraverso questa lotta intima, sforzandoci di essere "buddisti il più possibile", riusciamo ad accumulare i "tesori del cuore". Non solo: riusciamo anche a trasmettere agli altri quanto sia infinitamente più ricca e più felice una vita basata sulla ricerca dei "tesori del cuore" di un'esistenza dedita esclusivamente all'accumulo dei "tesori del forziere" o dei "tesori del corpo", al contrario del messaggio principale della società di oggi che spinge a cercare la felicità nella ricchezza e nell'immortalità.
Scrive Ikeda: «L'affermazione: "Più preziosi dei tesori di un forziere sono i tesori del corpo, e prima dei tesori del corpo vengono quelli del cuore" esprime una maniera di pensare di importanza vitale e non vi è alcun dubbio che nel XXI secolo verrà rivalutata come una teoria di supremo valore.
Il "tesoro del cuore" per noi significa fare proprio il voto di kosen-rufu. Non esiste tesoro del cuore più grande. Accumulando i tesori del cuore che derivano dagli sforzi per condividere con gli altri gli insegnamenti del Daishonin possiamo condurre una vita d'immenso valore. Decine di milioni di persone hanno percorso questa strada, consolidandola per quelli che sarebbero venuti dopo di loro. [...] I benefici di essere i pionieri di questo movimento sono incommensurabili e saranno condivisi da tutti i membri che hanno lottato instancabilmente per kosen-rufu e dai loro figli e discendenti. Come scrive il Daishonin: "Un'azione invisibile produrrà un beneficio visibile"».

Buddismo e Società n.108 - gennaio febbraio 2005 - di Maria Lucia De Luca
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