Gratitudine coltivata

A uno dei suoi più devoti discepoli, Shijo Kingo, Nichiren Daishonin spiega, in maniera estremamente umana e semplice, il grande potere della gratitudine. Kingo incontrò varie vicissitudini a causa della sua fede; la più grave fu la perdita dei favori del suo signore che lo privò del feudo da cui dipendeva la sua sopravvivenza. Allorché, seguendo i consigli di Nichiren, riuscì a trasformare la situazione e a riottenere un feudo, Kingo scrisse al Daishonin lamentandosi di non essere completamente soddisfatto. Nichiren gli risponde nel Gosho del feudo esaminando la situazione da due punti di vista, quello concreto e quello di fede. Dal punto di vista concreto gli fa osservare che il feudo nuovo è molto più grande del precedente: «...dici che il tuo nuovo feudo occupa un'area tre volte più grande di quella di Tono'oka» (SND, 8, 76), e che la terra è fertile e fornisce un'ottima rendita.
Dal punto di vista della fede, Nichiren ricorda a Shijo Kingo che aver ottenuto un feudo simile a dispetto dell'avversione del proprio signore è una cosa veramente straordinaria. E inoltre lo ammonisce: «Anche se a te non piace, non devi dirlo agli altri né al tuo signore. Se dici "sono buone terre, ottime terre", potrai ottenerne altre, ma se ti lamenti che la zona non ti piace e che la terra non rende, sarai abbandonato dagli dèi e dagli uomini» (SND, 8, 76). Insomma Nichiren ci ricorda che lamentarsi non produce niente di costruttivo, mentre la gratitudine, coltivata a partire del cuore, è un potente catalizzatore positivo che, come nella chimica, favorisce e accelera la realizzazione dei nostri obiettivi e indirizza ogni situazione verso la felicità.

dal Nuovo Rinascimento n° 316

Commenti