Sassi con oro

Dedicando la vita al Sutra del Loto si "rinuncia" a molto meno di quello che si ottiene, in uno scambio incredibilmente vantaggioso.
C'è in ogni situazione di "scambio" - per definizione - una reciprocità: se voglio attingere l'oro del Sutra del Loto devo essere disposta a cedere i miei "sassi". Sembrerebbe dunque ch'io debba essere disposta a rischiare, a perdere qualcosa... Ma di che "sassi" si tratta? Vediamo. Cerchiamo di declinare questo "scambio" alla luce dell'esperienza che ci è dato farne in quanto discepoli di Nichiren Daishonin. Cosa significa per noi "dare la vita per il Sutra del Loto"?
Per attingere l'oro del Sutra del Loto devo essere disposta ad abbandonare i miei attaccamenti, di qualsiasi natura essi siano. Attaccamento a un'idea, a un punto di vista, a un pre-giudizio per quanto ben argomentato, ai miei beni materiali, al mio tempo prezioso, a tutto ciò che presumo di sapere, di aver già capito.
Ogni volta che riusciamo a sospendere il giudizio su noi stessi, su una persona o su una situazione e ci affidiamo totalmente al Gohonzon, sinceramente disposti a far emergere una verità ulteriore, anche molto diversa da quella alla quale siamo da tempo abbarbicati, stiamo scambiando sassi con oro. Ogni volta che iniziamo a recitare Daimoku veramente aperti - myo, appunto, "aprire" - predisponendoci a "sacrificare" di buon grado le nostre certezze acquisite, insomma onestamente disposti a metterci in gioco fino in fondo e a migliorare, anche se adesso ci sembra che a cedere su quel punto ne vada della nostra identità... In quel momento stiamo scambiando sassi con oro. Cosa perdiamo in questo "scambio"? Probabilmente la nostra arroganza, l'orgoglio, i giudizi arbitrari, la superficialità, la paura di metterci in discussione. Cosa conquistiamo? La serenità che deriva da una visione della realtà limpida, sorgiva, libera dagli attaccamenti, non velata dalle ombre dell'illusione e non deformata dalle lenti del karma. E così, Daimoku dopo Daimoku, impariamo a spingerci ancora un po' più in là, a spostare il limite attuale della nostra vita, magari ispirati da una frase di Gosho che un giorno prende a risuonarci dentro come un richiamo profondo, una frase ancora non del tutto decifrabile che pure sentiamo ci riguarda, come un invito ad approfondire, a cercare ancora, a recitare più Daimoku per trasformare un altro pezzettino, per comprendere meglio, per illuminare...

di Alessandra Fornasiero (BS n° 117 Lug-Ago 2006)
stampa la pagina

Commenti