mercoledì 11 gennaio 2017

Come si fa? #2/2

Nella nostra vita ci sono infinite potenzialità, questo ci dice il Buddismo. Siamo esseri umani, e possiamo essere assassini, ladri, vigliacchi, e poi possiamo essere anche generosi, altruisti, pieni di tenerezza e di amore. Quando decidiamo di cambiare marcia, di affrontare le sofferenze, di darci cose migliori, scopriamo risorse che non immaginavamo neppure di avere. In genere la nostra vita si muove in base a quello che pensiamo, a quello che sappiamo e alle idee apprese. Ma tutto questo è limitato. E così ci limitiamo. E necessario fare il salto, provare ad andare oltre la nostra comprensione abituale, oltre i nostri limiti soliti. Come si fa? C'è un atto di affidamento da fare a questo punto, di nuovo, un atto per andare oltre il nostro piccolo minuscolo io limitato, affidarsi a quello che ci dicono i maestri. Praticare. Aprire una sorta di dialogo con l'universo. Con le stelle e con il mare. Osare. Per togliere il limite bisogna diventare un po' creativi. Scavalcare i luoghi comuni e tutto quello che la maggior parte di noi pensa e fa. A volte, bisogna sapersi affidare alla profondità sconosciuta della vita.

E la pratica buddista non serve a metterci al riparo dal mondo. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin per esempio non si parla di un Nirvana da raggiungere, di desideri da estirpare. Si dice anzi che I desideri terreni sono illuminazione e che Le sofferenze di nascita e morte sono Nirvana. La pratica è anche un allenamento. A stare col cuore aperto, ad affrontare le difficoltà e i dolori quando si presentano e a provare a dirci che anzi, proprio questo momento tosto, può essere l'occasione giusta, quella perfetta per cambiare. Per trasformare quello che non ci piace più. La grandezza del Buddismo è anche questa, che si impara a utilizzare la sofferenza. Non a reprimerla, non a spazzarla Sotto il tappeto e nemmeno a farne la nostra divinità segreta, ma ad affrontarla, a guardarla in faccia, ad attraversarla, con la certezza che ne veniamo fuori, che ne usciremo migliori, che non esiste inverno che non si trasformi in primavera.
Così ci capita di trovare la gioia, proprio là dove non ci saremmo mai neppure immaginati di trovarla.

da Felice per quello che sei di Rossana Campo - Ed. Giulio Perrone

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