Budda quotidiano

Io sono come mi comporto.
Non "come vorrei essere" ma come penso, parlo e agisco.
Io sono il risultato dei miei pensieri. Sono la verità che esprimono le mie parole. Sono la somma dei miei gesti, di tutti i miei gesti, giorno dopo giorno.
È una fortuna essere nati come esseri umani.
Ecco: non approfittare di questo immenso onore è la perdita più grande.
Vivere può essere una cosa bellissima. Vivere, e farsi sorprendere: ogni giorno come fosse il primo.
La vita ne contiene tanti di giorni. Ogni giorno contiene centinaia di migliaia di istanti. E in ognuno di questi istanti posso dire sì o no alla vita. Dire sì al fatto che a ogni causa corrisponde un effetto, sì all'idea di usarla per creare valore, sì a cambiare e sentire gli altri nel mio orizzonte di vita. Oppure dire no. Dire no all'idea che la vita è eterna. No, e scegliere i pensieri più bassi, le parole meno rispettose, le azioni più violente.
No perché si può essere buddisti e comportarsi come se non lo fossimo.
Il presidente Ikeda dice che ci troviamo di fronte a un bivio.
«O crediamo che la natura di Budda esista in ogni persona e costruiamo una civiltà della nonviolenza, oppure lasciamo che l'oscurità e l'ignoranza nostra e altrui ci ottenebrino e scegliamo la violenza della barbarie. [...] Io sono convinto che la strada per contribuire alla pace su scala mondiale sia seguire il Buddismo del "comportamento da essere umano"» (MDG, 2, 165).
La fede, nel Buddismo, sta nel comportamento. E non solo il comportamento di fronte alle difficoltà. Ma anche quello nella vita di tutti i giorni. Quando tutto scorre e non ci sono problemi incombenti o questioni difficili che stringono il cuore e lo fanno piccolissimo. Perché la prima cosa che abbiamo imparato è che il Buddismo insegna a trasformare gli ostacoli in opportunità, a trasformare le sofferenze in gioia, e tutto quello che non va diventa un'occasione per vincere. Insegna che le difficoltà sono il motore di ogni cambiamento. E l'attitudine alla lotta, a un atteggiamento attivo di fronte alla sofferenza, è espressione vitale della nostra fede.
Ma quando la vita scorre tranquilla? Cosa vuol dire vivere da Budda?
Nel mondo in cui viviamo sembra prevalere la logica del profitto a ogni costo, la logica che dice che vince il più forte, il più furbo, e guai a essere buoni. Tolleranti, pazienti, educati. Rispettosi.
«La forza di rimanere saldi in mezzo a questa furiosa corrente dei tempi risiede in una fede incrollabile nella natura di Budda, nostra e degli altri, unita ad azioni per mettere concretamente in pratica questa convinzione e dimostrare rispetto per la vita di tutte le persone. Questo perché l'impulso irresistibile che conduce al conflitto sorge dall'"ignoranza". Nel Buddismo ignoranza significa mancanza di consapevolezza o di fede nel fatto che le persone posseggono la natura di Budda» (MDG, 2, 106).
«Quello è antipatico». «Quella si comporta così». Si dice in quelle circostanze. Come fossero giustificazioni.
Ma l'espressione più alta della fede sta nel comportamento.
Il pensiero centrale del Sutra del Loto è il rispetto per ogni forma di vita. L'asse centrale della pratica buddista, dunque, dovrebbe essere comportarsi di conseguenza.
«Il rispetto assoluto per gli altri del bodhisattva Mai Sprezzante significa che non esiste una persona che non possa ottenere la Buddità e l'ignoranza opera per impedirci di comprenderlo. Quando si è preda di questa illusione, anche se ci viene detto che ogni persona possiede la natura di Budda, cioè il potenziale per ottenere la Buddità, noi non riusciamo a crederlo» (MDG, 2, 140).
Il rispetto della natura di Budda degli altri si manifesta anche attraverso cose piccole, come non parlare o non pensare male degli altri. Di ogni fatto, di ogni situazione, di ogni persona si può pensare e dire bene o male. Ecco: il Budda è chi sceglie sempre il pensiero migliore. La parola più incoraggiante. L'azione più compassionevole.
Il Budda quotidiano fa l'esercizio continuo di scegliere il bene.
Scegliere bontà d'animo, pazienza, tolleranza e rispetto non vuol dire essere tonti. Ma sentire profondamente il funzionamento della vita.
Se parlo male di qualcuno apparentemente è lui o lei che voglio colpire ma quelle parole, nella realtà profonda, sono mie. Lui o lei me le tirano fuori, ma sono mie. Se non abitassero dentro di me non riuscirei nemmeno a pensarle, a dirle, a trovarle. Se non fossero mie non incontrerei nessuno che le rappresenta.
Ma con quei pezzi di male che scopro dentro di me che ci faccio?
Non si tratta soltanto di evitare il male, di non essere violenti nei pensieri, con le parole o coi gesti. Ci vuole l'intenzione di trasformare quel buio in una zona di luce. Si tratta di diventare incisivamente attivi: facendo vivere la nostra natura illuminata possiamo risvegliarla negli altri.
Lodare. Scegliere il bene negli altri significa cercarlo dentro di me. Anche questo è "comportamento". Anche questa è un'espressione della fede.
Bontà d'animo, pazienza, tolleranza e rispetto sono poco senza la convinzione assoluta di essere un Budda e che la natura di Budda sta in tutti quelli che mi circondano.
I sentimenti buoni non bastano a cambiare il mondo se non sono accompagnati dalla convinzione profonda del proprio valore come esseri umani e della propria missione nell'essere nati, proprio ora, proprio qui, proprio così come siamo.
È uno stato d'animo forte, attivo: trasformare tutto in valore. Dentro un cuore che sa, che ha scelto di comportarsi come un Budda. E di dedicare la sua vita agli altri. E di lottare con il desiderio della felicità di tutti.
Noi abbiamo la capacità di cambiare le cose, questo ci ha insegnato Nichiren. Non solo nelle circostanze estreme, quelle drammatiche che ci impongono una soluzione ma anche e soprattutto nelle centinaia di migliaia di momenti di vita qualunque. Mentre camminiamo, viviamo e costruiamo quel che verrà.

di Gianna Mazzini

Commenti

  1. Grazie. Mi ha toccato profondamente il cuore.

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  2. MOLTO BELLO, SU CHE NUMERO SI TROVA L'ARTICOLO ?

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  3. L'articolo si trova sul n. 117 del luglio agosto 2006. Gianna Mazzini è una scrittrice straordinaria e molto profonda, cerca altri suoi articoli e li troverai tutti "illuminanti"!

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  4. Concordo, riesce ad esprimere in maniera lieve riflessioni profonde
    Laura

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