Lamentarsi non è Buddismo

Tutte le persone hanno delle preoccupazioni. Alcune sono tormentate dal coniuge, altre dai figli o hanno problemi di salute. Lo scopo della fede è correggere le cause fondamentali che provocano tali sofferenze. Non riuscirete mai a migliorare una situazione finché cercate soltanto di cambiare l'effetto. Come afferma il Gosho: «Se tenti di curare la malattia di qualcuno senza conoscere la causa, non farai altro che peggiorarne la condizione». Qualsiasi problema vi affligga scaturisce necessariamente da una causa interna e una causa esterna che agiscono insieme per produrre un effetto. Supponiamo di avere un seme (causa interna): questo seme non germoglierà (effetto) se non viene annaffiato (causa esterna). D'altra parte, anche versando tanta acqua, non spunteranno mai dei germogli se non c'è alcun seme. Molti non si rendono conto che la causa fondamentale è dentro di noi, e si lamentano degli altri che agiscono come ostacoli. Supponiamo che soffriate per un marito tirannico o un figlio ribelle. Non vi siete mai chieste perché vi è capitato di sposare un uomo simile o di generare un figlio ribelle? Questo succede perché voi avete il destino di soffrire a causa del marito o del figlio. La causa della sofferenza presente risiede nel nostro passato. Quindi potete aver fatto soffrire il marito o il figlio in una vita passata (causa); di conseguenza, nel presente sono loro che vi fanno soffrire (effetto). Capire questa relazione è essenziale. Una volta il presidente Toda diede guida a un membro che aveva un figlio poliomielitico. Quell'uomo soffriva a causa del figlio? No, il figlio era soltanto la causa esterna. Era l'uomo che aveva il karma di soffrire per un figlio malato nella sua famiglia; lui provava dolore e voleva esserne liberato. Il presidente Toda gli disse che se avesse rafforzato la fede e la pratica, avrebbe potuto cambiare il proprio destino, e di conseguenza il problema si sarebbe risolto. Un giorno venne a chiedermi un consiglio una donna il cui marito aveva un cancro. Lei aveva recitato a lungo e fervidamente davanti al Gohonzon per la sua guarigione, ma fino a quel momento non c'era stato alcun miglioramento. «Mi sembra di capire che tuo marito non sia molto assiduo nella pratica - le dissi -. È del tutto naturale che tu desideri che tuo marito guarisca, ma pregare per la guarigione di qualcuno che non pratica il Buddismo è come pregare perché una persona che rifiuta di mangiare si senta sazia e soddisfatta. Se potessimo ottenere benefici senza praticare, allora ben pochi di noi praticheremmo seriamente; potremmo chiedere a qualcun altro di recitare per noi. In senso stretto, non puoi cambiare il karma di tuo marito. Però puoi cambiare il karma negativo che ti fa soffrire a causa della malattia del tuo compagno. Allo stesso tempo prega affinché tuo marito trovi nella malattia il motivo per praticare sinceramente e possa contribuire in qualche modo per kosen-rufu. Questo deve essere il tuo atteggiamento. Prega sinceramente davanti al Gohonzon, chiedendo scusa per i tuoi errori passati e promettendo di impegnarti sempre di più nelle attività. È questo il modo corretto di praticare». Da quel giorno la donna pregò sinceramente davanti al Gohonzon correggendo il suo atteggiamento sbagliato e le condizioni del marito cominciarono a migliorare a poco a poco. In un mese si era talmente ristabilito, che gli fu permesso di passare a casa i fine settimana. Ogni volta che rientrava in ospedale, il dottore si stupiva del suo miglioramento. Ovviamente non sapeva che l'uomo stava recitando Daimoku e gli chiedeva: «Dimmi, che diavolo mangi a casa?». In definitiva questa esperienza dimostra che la chiave per risolvere tutti i nostri problemi sta nel trasformare positivamente il nostro karma negativo. 

di Satoru Izumi (NR n°358 Set-2006)
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Commenti

  1. La chiave dei problemi e dentro di noi non dimentichimolo.Amare anche il nostro nemico
    Risulta positivo facciamolo per il nostro karma renderlo più positivo molto importante.pazienza

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