Il nostro vero io

Il presidente Ikeda ci esorta spesso a creare legami umani, di amicizia, basati sul dialogo e sul rispetto profondo tra le persone, mostrando con la nostra vita la forza della pratica buddista. Rispettare le persone significa riconoscere che ognuno possiede la natura di Budda nella propria vita e ciò si manifesta tramite il nostro comportamento verso gli altri e le azioni che compiamo per migliorare costantemente noi stessi e trasformare le nostre tendenze negative. Recitando Nam-myoho-renge-kyo con tutto il cuore possiamo far emergere la forza del Gohonzon e sentire la Buddità nostra e quella degli altri. Per realizzare un secolo di umanesimo, come ci chiede il presidente Ikeda, c'è bisogno di abbracciare una prospettiva più ampia, una luce più grande che possa cambiare il cuore delle persone. Ora è il momento di risvegliare una consapevolezza più profonda, recitando Daimoku con forte convinzione per rompere il guscio e allargare la nostra condizione vitale, così da far scaturire la nostra Buddità.
Attualmente viviamo immersi in un grande buio e ci sono ancora molte sfide che attendono l'umanità, ma anche quando siamo immersi nelle difficoltà, abbiamo la certezza che Nam-myoho-renge-kyo è la chiave per affrontare qualsiasi problema. È proprio nei momenti più difficili che possiamo comprendere con la nostra vita il significato della frase «Più la notte è oscura, più vicina è l'alba» (RU, 1, 24) e recitando Daimoku possiamo diventare più forti, più coraggiosi e manifestare un profondo rispetto per noi stessi. Basandoci su una profonda preghiera davanti al Gohonzon possiamo aprire al massimo la nostra vita e sviluppare il nostro vero io, così non diventiamo schiavi dei problemi ma li utilizziamo come occasioni di crescita. 

di Asa Nakajima (NR n°450 Set-2010)
stampa la pagina

Commenti

Posta un commento