Vincere o perdere

In ogni momento si combatte dentro di sé in vari modi, perché ci sono sempre due punti di vista in competizione: la visione illuminata e quella oscura. E i casi sono due: o si va avanti - e si vince - o ci si ferma - e si perde. La decisione che si prende per andare avanti in quei momenti è il coraggio.
Tutte le volte che si riesce a tirare fuori la visione illuminata, la Buddità, si deve lottare contro la tendenza dell'oscurità innata. Sempre, in ogni momento, può emergere la nostra oscurità che ci fa vedere tutto negativo, oppure la Buddità, che illumina tutto. Quindi dobbiamo lottare in ogni momento. La vita è una lotta tra la Buddità e l'oscurità. La condizione di Buddità è difficile da trovare, e bisogna ricercarla ogni volta. Quante più volte siamo riusciti a trovarla tanto più è facile riconoscerla, e tanto più si riesce ad avere fiducia nel procedere.
Il concetto di vittoria nel Buddismo è esattamente legato a questa lotta tra Buddità e oscurità; vincere vuol dire fare emergere la Buddità e consolidare questa tendenza nella vita. Lo stato di Buddità non si vede, ma in sostanza è vivere con la "gioia di vivere". L'oscurità ce l'abbiamo tutti, quello che conta è superarla. Il Buddismo del Daishonin utilizza ogni cambiamento, ogni situazione, ogni sofferenza per vincere. Questa è la pratica per ottenere la Buddità: Buddità è il modo in cui affronti le difficoltà, e ogni difficoltà è un'occasione per tirarla fuori. Ma questo diventa impossibile se si ha paura e ci si ferma. La Soka Gakkai è importante perché incoraggia le persone a superare l'oscurità innata. 

(Buddismo e Società n°104 mag-giu 2004)
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