Riconoscere il proprio valore

Il re demone non vuole che nessuno ottenga l'Illuminazione, perché questo rappresenterebbe un doloroso ricordo della sua impotenza. Il paradosso di questo re demone è che egli è controllato dal suo stesso desiderio di controllare. Il re demone è un dominatore che non sa dominare se stesso. Più controllo ha, più gliene occorre. È eternamente guidato dalla sua intima debolezza e insicurezza, e non si sente mai appagato. È prigioniero della prigione che egli stesso ha creato, non è mai libero nella realtà più segreta della sua vita. Il re demone, quindi, è incapace diamare. Come sapeva William Blake: L'amore pensa solo a se stesso / a incatenare un altro al suo piacere / gode se qualcun altro perde la pace / e costruisce un inferno a dispetto del Cielo. Per amare veramente bisogna essere liberi. Per essere liberi, quindi, si deve scoprire il nostro valore innato. Nel sonetto di Shakespeare citato in apertura, si legge anche: Nulla a nozze di veri sentimenti / sia d'ostacolo. Uno dei maggiori ostacoli alla capacità di amare è la difficoltà di riconoscere la nostra Buddità. Una simile illusione, personificata dal re demone, conduce all'impotenza e alla dipendenza. Come scrive Nichiren: «L'oscurità fondamentale si manifesta come re demone del sesto cielo" (Curare la malattia, RSND, 1, 988). Far luce su questa oscurità fondamentale rafforzando la nostra natura di Budda è quindi un percorso obbligato per iniziare ad amare. 

(NR n° 438 Mar-2010)
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