L'impossibile possibile

Nel 2004 ho ricevuto il Gohonzon. Da quel momento ho cambiato tante cose nella mia vita, man mano che ho approfondito la relazione tra maestro e discepolo. Ho sempre avuto sfiducia nelle mie capacità sia nello studio universitario che nel lavoro, ma quando iniziai a praticare sentii che avevo il Gohonzon su cui poter sempre contare. Così decisi di cambiare lavoro e anche se all'inizio il nuovo posto sembrava un idillio, si tramutò rapidamente in un incubo. Ogni giorno piangevo, sentendomi un'aliena in un ambiente lavorativo falso e disonesto. Il mio cambiamento però era già in atto: da persona che prediligeva una pratica solitaria e tendeva a evitare l'attività di gruppo, cominciai a fare attività come byakuren e a creare un legame col presidente Ikeda. Il contratto con il "lavoro-incubo" giunse al termine. Grazie ai molti curriculum spediti tempo prima, accettai una proposta di lavoro che purtroppo, però, non si rivelò un granché. Quando partecipai al corso estivo europeo come byakuren, ero nuovamente disoccupata. Mi sentivo depressa, incapace di sostenere gli altri, ma in quel momento capii profondamente che la mia realizzazione passava anche dall'accettazione di me stessa e dei miei difetti.
Tornata a casa, continuavo a percepire la mia arroganza: rifiutavo lavori che giudicavo poco creativi. Ma chi ero io per rifiutare un lavoro, qualunque esso fosse, in quella situazione? Inoltre, a parte i miei compagni di fede, nessuno credeva che avrei potuto realizzarmi come libera professionista nel mio settore e per di più con uno stipendio fisso. Continuai comunque a svolgere attività byakuren fino a che, poco prima del corso nazionale sloveno, ricevetti una serie di incarichi stimolanti come libera professionista, con buone entrate e per un discreto arco di tempo, così come desideravo. Verso la fine di queste collaborazioni, e quindi di un nuovo "buio economico", mi fu offerto di partecipare a un corso in Giappone. Decisi di andare a incontrare sensei anche se non avevo la benché minima idea di come risolvere la mia situazione economica e lavorativa. Mi sentivo combattuta fra me e me perché dovevo pagare a settembre anche l'iscrizione a un corso di fotografia oltre al corso in Giappone, ed era una bella cifra. Con la testa mi dicevo di non partire e risparmiare così i soldi ma col cuore sentivo che volevo partecipare al corso: per me, per la Slovenia e per kosen-rufu. Sono tornata dal Giappone con un profondo senso di gratitudine versosensei: se non fosse per lui ora non starei praticando il Buddismo. Ho anche approfondito il mio legame con lui e ho deciso di aiutare tutte le persone a scoprire la loro meravigliosa Buddità. Proprio mentre ero lì ricevetti un messaggio dal proprietario di uno studio con il quale avevo collaborato in precedenza senza successo, che voleva vedermi al mio ritorno. Mi ha offerto un lavoro presso il suo studio grafico e, dopo solo tre mesi di prova, mi ha confermato a tempo indeterminato! Non solo, mi ha regalato anche un iPhone lo scorso Natale. Inoltre un importante progetto di lavoro che ho fatto mesi fa è stato scelto fra molti altri. Ho trasformato il mio impossibile. 

(NR n° 434 Gen-2010)
stampa la pagina

Commenti