Donne della legge mistica

di Daisaku Ikeda

La storia della Divisione donne è la storia stessa della Soka Gakkai. La propagazione del Buddismo di Nichiren Daishonin, l'incremento del numero dei lettori del Seikyo Shimbun, lo sviluppo delle riunioni di discussione, la crescita di persone di valore e l'incessante progresso di kosen-rufu, niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza di loro. La splendida diffusione della Legge mistica in centonovanta paesi è interamente dovuta alle preghiere sincere e alle azioni coraggiose delle madri Soka.
Anche Nichiren Daishonin aveva la massima stima di sua madre. In una lettera alla monaca laica Sennichi, scrive: «Solo il Loto è il sutra della vera ricompensa che permette di ripagare il debito di gratitudine nei confronti di mia madre e ho fatto voto di far sì che tutte le donne possano recitare il Daimoku di questo sutra» (Il sutra della vera riconoscenza, WND, 931, vedi anche SND, 8, 110). La devozione che provava per sua madre era estesa a tutte le altre donne, e fu proprio il desiderio della loro felicità che lo spinse a insegnare e propagare la Legge mistica, che assicura la possibilità alle donne di conseguire l'Illuminazione.
Inoltre il Daishonin denunciò senza sosta gli insegnamenti errati che discriminavano e ingannavano le donne, rendendole infelici. Proprio a causa di ciò, venne inondato di calunnie e insulti, diventando bersaglio di odio e invidia inauditi, da parte di individui ignoranti e illusi e delle autorità corrotte. Scrive: «Poiché considerano un mortale nemico Nichiren che sta cercando di salvarle, queste donne si sono coalizzate per calunniarlo presso le autorità governative così che, dopo avermi fatto esiliare nella provincia di Izu, mi hanno esiliato ancora una volta nella provincia di Sado» (Il sutra della vera riconoscenza, SND, 8, 112-113). La stessa persecuzione toccò anche al Budda Shakyamuni, come dimostrano le nove grandi prove che dovette subire. Allo stesso modo, dal momento che la Soka Gakkai è un'organizzazione che si dedica a realizzare la volontà e il mandato del Budda, anche i suoi primi tre presidenti hanno incontrato persecuzioni per amore della Legge. Gli scritti del Daishonin contengono molte guide e consigli riguardo questioni e problemi con cui si dovevano confrontare le donne. Nel Gosho troviamo ogni aspetto della condizione umana: malattie personali o di qualche componente della famiglia, la morte improvvisa di un figlio o la tristezza di non poter avere figli, le preoccupazioni causate da una suocera o dalla vecchiaia. Ma, qualsiasi sofferenza possiamo incontrare nella vita, il Buddismo insegna che "le illusioni e i desideri sono illuminazione" e che "le sofferenze di nascita e morte sono nirvana" (OTT, 173-74). Non importa quale sventura possa capitarci, la Legge eterna ci permette di diminuire la nostra retribuzione karmica e cambiare il veleno in medicina. Possiamo trasformare qualsiasi cosa e trovare una via d'uscita. Le donne che sostengono sinceramente la Legge mistica per tutta la vita non si ritroveranno mai infelici. C'era una madre che il Daishonin chiamava, in segno di rispetto, la monaca laica Myoho (Legge mistica). Suo marito era morto e lei si era ritrovata da sola senza nessuno su cui poter contare. Sebbene fosse diffamata, insultata e perseguitata da chi le stava intorno a causa della sua fede, lei continuò imperterrita a condividere e diffondere coraggiosamente la Legge mistica. In una lettera indirizzata a questa credente dal cuore puro, il Daishonin spiega come la madre adottiva di Shakyamuni, la monaca Mahaprajapati, avesse ricevuto la predizione che un giorno sarebbe diventata un Budda chiamato Gioia per gli Occhi di tutti gli Esseri. Aggiunge poi con calde parole di lode: «Il nome di Budda Gioia per gli Occhi di tutti gli Esseri, non è un nome speciale, è il nome della monaca laica Myoho dei nostri giorni» 

(Risposta a Myoho Bikuni Gozen, SND, 8, 165). (N R n° 354 Lug-2006)
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