Benefici visibili e invisibili

Il beneficio non è qualcosa che arriva dall'esterno, ma si manifesta dall'interno della nostra vita, come risultato del nostro cambiamento interiore. Il Daishonin per "beneficio" usa il termine giapponese kudoku, composto da due ideogrammi: ku, il risultato, l'effetto, e toku, o doku, la fortuna e la virtù che si accumulano nella vita grazie alla pratica buddista.
Gli effetti della preghiera sono molteplici. Il potere della Legge mistica, attivato con una preghiera forte e determinata, porta benefici visibili e invisibili. I primi appaiono in una forma chiara e riconoscibile, come risultati concreti, il raggiungimento di un obiettivo, la risoluzione di problemi o sofferenze legati alla vita quotidiana. Quelli invisibili si accumulano nel tempo e fioriscono dentro di noi, anche quando le nostre preghiere sembrano non produrre alcun risultato evidente. Sono come grandi alberi che crescono con il passare degli anni. In sostanza, consistono nell'accumulare, grazie a una pratica assidua, una fortuna indistruttibile, che durerà per sempre. Se guardiamo le nostre vite dopo un lungo periodo, scopriremo di essere diventati felici e che il nostro carattere si è fortificato. Il Daishonin scrive: «Accettare è facile, continuare è difficile. Ma la Buddità si trova nel mantenere la fede» (RSND, 1, 417). Perseverando giorno dopo giorno nella fede, nella pratica e nello studio, attiviamo la forza vitale e la saggezza che ci permettono di trasformare alla radice gli aspetti della nostra vita che ci fanno soffrire, risvegliando il nostro pieno potenziale e assaporando una profonda soddisfazione. L'importante è continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo, e costruire una condizione vitale di felicità assoluta non influenzabile dalle circostanze. Questo è il beneficio supremo della Buddità. 

(NR n° 492 Lug-2012)
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