Una favola buddista sull'umanità

Una persona chiese ad un buddista cosa fosse l'Inferno.
Il buddista lo portò a vedere l'Inferno.
Dentro una sala larga e luminosa, riccamente imbandita di ogni prelibatezza, c'erano file di tavoli con tovaglie splendide e posate preziose e cascate di frutta e composizioni di cibi straordinari. Ma le persone presenti erano tutte tristi e disperate perchè avevano, all'estremità delle braccia, delle bacchette lunghe quanto le braccia stesse che impedivano loro di portare il cibo alla bocca e quindi di poter godere di tutta quella magnificenza.
Avere tutto a portata di mano e non saperlo cogliere è l'Inferno.
E il Paradiso? Il buddista portò quella persona a vedere il Paradiso.
Entrarono in una sala larga e luminosa uguale in tutto e per tutto a quella dell'Inferno.
Stesse file di tavoli imbanditi, stesse prelibatezze. Ma lì tutte le persone erano felici, nonostante avessero anche loro le bacchette lunghe attaccate alle braccia che gli impedivano di arrivare ai cibi e portarseli alla bocca.
Erano felici perchè si imboccavano a vicenda.

(tratto da Buddismo e società - n. 129 - luglio/agosto 2008 - pag. 21)
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