Il bene e il male

Ikeda: Il bene e il male non sono assoluti, sono concetti relativi. Perciò non si può dire che una persona sia del tutto cattiva o del tutto buona. Makiguchi scrisse: “Anche una persona buona, se si oppone a un gran bene, immediatamente degenera in una persona di “grande malvagità”.
Anche una persona cattiva, se si oppone a un gran male, si trasforma immediatamente in una persona dedita al “grande bene”. [...]
Makiguchi aggiunse però che se Confucio, Gesù Cristo o Maometto avessero incontrato Shakyamuni non gli si sarebbero opposti. Egli spiegò che “nessuno di loro si curava di se stesso, non erano egoisti, l'unico loro pensiero era aiutare gli altri esseri umani”. Per Makiguchi il bene supremo sta nell'aiutare gli esseri umani e il male supremo è l'egoismo: “In generale, chi si vanta di essere bravo o il più bravo, teme sempre che appaia qualcuno superiore a lui o che un altro metodo si dimostri migliore del suo. In tal caso, quanto più elevata è la posizione di una persona, tanto più è facile che crei cattive o pessime cause. Se non fosse apparso Nichiren Daishonin, preti come Ryokan o Doryu avrebbero terminato la loro vita venerati come Budda viventi. Ma, sfortunatamente per loro, non riconoscendo la superiorità degli insegnamenti del Daishonin e preoccupati solo dei propri interessi, divennero pessimi preti. Io credo che diventano cattivi preti a causa della gelosia. [...]
Saito: Makiguchi definì il “bene”ciò che contribuisce al vantaggio o beneficio collettivo. Poiché il Sutra del Loto permette a tutti di conseguire la Buddità, si può dire che esso miri al massimo beneficio collettivo, al massimo bene.
Ikeda: Questo è anche lo scopo del Budda, una persona di suprema bontà. Ciò non vuol dire che nel Budda non esista il male, esso esiste in forma potenziale ma, poiché il Budda mira al sommo bene e combatte il male, la sua vita manifesta solo il bene. Nichiren Daishonin dice: ”Quindi sappiamo che al di fuori della mente non c'è alcun bene e non c'è alcun male”. Bene e male non hanno sostanza propria. Non sono valori assoluti di per sè, sono relativi. Perciò è importante dirigere sempre il cuore e le azioni verso il bene. [...]
Makiguchi sosteneva che non fare il bene equivale a fare il male. Egli portava il seguente esempio: poniamo che qualcuno metta un masso sulle rotaie del treno e che un'altra persona veda il masso, ma non lo tolga né dia l'allarme: è vero che questa persona non ha commesso l'azione, ma non ha neanche fatto niente di buono e, se il treno deraglia a causa della sua omissione, è come se l'avesse commessa.
Non lottare contro il male è di per sé male. Con questa convinzione Makiguchi sostenne l'importanza di “creare attivamente il bene”. Egli diceva inoltre che accumulare “piccoli beni” serve a poco: ”È stato detto che l'accumulo di particelle di polvere formerà una montagna, ma il massimo che potete fare con delle particelle di polvere è un cumulo di polvere”; egli concludeva: “Le montagne sono formate dal movimento della crosta terrestre. Se non cambiamo gli essere umani e la società dalle fondamenta, sarà troppo tardi per l'umanità.
Diffondere il Sutra del Loto e creare tali cambiamenti è un “grande bene”.

(D. Ikeda ”La saggezza del Sutra del Loto” vol. 2 pag. 14/15/23)

a cura di Giulietta
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