Il Potere delle persone comuni

A cura di Ho Goku

Quest'anno il Giappone (1998) è stato colpito da forti piogge alluvionali che hanno causato terribili danni in varie parti del paese. Vorrei esprimere la mia più profonda solidarietà a tutti coloro che hanno sofferto a causa della violenza di questi disastri.

Il potere della fede ci permette di superare qualunque difficoltà incontriamo. Continuo a pregare ardentemente ogni giorno per coloro che vivono nelle zone colpite affinché superino da vincitori queste difficoltà.
Yamanashi ospita un parco bellissimo, il Manriki Park, che visito spesso quando mi reco in città. L'area attorno al tratto centrale del fiume Fuefukigawa, dove è situato il parco, è soggetta ad alluvioni da secoli. Al parco fu dato il nome di Manriki (lo sforzo di tutti) per ricordare proprio lo sforzo congiunto di tutti gli abitanti della zona che costruirono una diga contro gli allagamenti. Il nome simbolizza la speranza di tutti che il terrapieno rimanesse solido e insuperabile come lo sforzo congiunto e la volontà delle persone che l'avevano eretto per proteggersi.
Takeda Shingen (1521-1573), il famoso guerriero del Giappone feudale di Yamanashi, un tempo scrisse questi versi: "Le persone sono il nostro castello/ Le persone sono il nostro muro di cinta/ Le persone sono il nostro fossato". Questi versi, così come il nome del parco, esprimono l'orgoglio della gente che lavora insieme e che si unisce per uno scopo comune.
Quando penso al Manriki Park, sorrido, perché mi ricorda il simbolo perfetto dei nostri membri di Yamanashi, che hanno realizzato un progresso incredibile lavorando insieme in armonia e unità.
Pensando al fiume Tamagawa mi sovvengono tanti ricordi della mia giovinezza. La sorgente si trova nella parte nord settentrionale della prefettura di Yamanashi, sul monte Kasatoriyama nella catena montuosa del Chichibu.
Fino ai primi decenni del secolo, il Tamagawa era un fiume selvaggio e indomito che straripava ripetutamente. Il tratto inferiore del fiume serviva da confine tra la prefettura di Tokyo e quella di Kanagawa. Alla fine del diciannovesimo secolo, le dighe che proteggevano Tokyo furono completate quasi del tutto, mentre diversi punti del lato di Kanagawa rimanevano per lo più scoperti, esponendo la città a ingenti danni causati dagli allagamenti delle piogge intense.
I cittadini di Kanagawa avevano ripetutamente presentato richieste e petizioni al governo locale per la costruzione di un sistema di dighe, ma i loro appelli rimasero inascoltati.
Al tempo, le priorità del governo erano le spese militari e questo aveva causato severe restrizioni ai finanziamenti destinati al controllo del flusso del fiume.
Inoltre, la prefettura di Tokyo si oppose alla realizzazione degli argini dalla parte di Kanagawa, poiché, se si fosse costruito anche dalla parte opposta, le acque avrebbero potuto esondare, spazzando via le dighe a protezione di Tokyo. Di conseguenza il governo non concesse l'autorizzazione.
Da quando Tokyo era diventata la capitale dell'impero, i funzionari governativi della città avevano dimostrato una terribile e radicata tendenza a mettere le necessità della capitale al di sopra di quelle del resto della nazione.
Nel 1914 il fiume Tamagawa straripò di nuovo e la regione subì una seria inondazione. La gente di Kanagawa era stremata e non ce la faceva più, così decise di unire le proprie forze e marciò verso gli uffici del governo della prefettura di Kanagawa. Con abiti da contadini, sandali di paglia e indossando tutti cappelli di bambù intrecciato a simbolo della loro unione, si diressero verso Yokohama, la capitale della prefettura.
Fonti diverse riportano che il numero dei manifestanti oscillasse tra alcune centinaia, millecinquecento, duemila e che tra di loro ci fossero anche delle donne.
Né il fango causato dall'inondazione, né gli scontri con gli agenti di polizia inviati a controllarli, riuscirono a fermare i manifestanti che si fecero strada fino agli uffici della prefettura. Ma arrivati lì vennero fermati dalle forze dell'ordine, che autorizzò un solo rappresentante a entrare e incontrare il governatore.
Il portavoce del gruppo illustrò al governatore la gravità del caso, ma non ottenne nessuna risposta sincera da parte dell'autorità.
I cittadini arrabbiati decisero allora di formare l' Associazione per la costruzione delle dighe lungo il Tamagawa. Si organizzarono e la loro unione e determinazione aumentarono, dando al movimento un forte impulso.
L'anno seguente, con l'arrivo della stagione delle piogge, organizzarono un incontro per la raccolta di soldi per costruire le dighe con fondi privati, ma la polizia annullò i loro piani. Perché dovevano rimanere vittime di questa situazione anno dopo anno? Perché gli negavano il permesso di costruire le dighe? Ma non mollarono, anzi lottarono contro l'irragionevole autorità con un'arma segreta: la saggezza.
Poiché non riuscivano a ottenere il permesso per la costruzione di barriere anti- inondazione, decisero che avrebbero fatto domanda per alzare il livello della strada lungo il fiume. Avrebbero ottenuto i loro argini attraverso un intervento di migliorìa stradale. Con questa brillante accortezza, frutto della loro lotta disperata, riuscirono a smuovere il nuovo governatore della prefettura e i lavori per le dighe iniziarono.
Com'era prevedibile, il governo della prefettura di Tokyo si oppose al progetto e ordinò di interrompere i lavori a Kanagawa. Il progetto andò avanti con difficoltà, ma il nuovo governatore e i cittadini, uniti nella decisione, rifiutarono di fermarsi. Ci furono molti contrattempi e rallentamenti lungo la strada, ma finalmente il sistema di dighe fu completato nell'ottobre del 1916. Fu davvero una vittoria della determinazione e della perseveranza della gente.
Un vecchio saggio disse: "Il sovrano è la barca e il popolo l'acqua. L'acqua può tenere a galla o affondare la barca". Il popolo è il vero sovrano ed è la sua forza che cambia il corso della storia.
La Soka Gakkai è un'organizzazione di persone, fatta dalle persone, per le persone. Ecco perché le autorità temono la sua crescita ed escogitano ogni genere d'intrigo e di stratagemma per arrestarne lo sviluppo, attaccandola con impetuose ondate di persecuzioni malvagie. Ma non importa quanta forza impiegheranno, non riusciranno a distruggere il grande argine delle persone, costruito grazie alla nostra alleanza di buona volontà. Perché? Perché è un argine della vittoria delle persone, la forza più grande che il ventesimo secolo abbia mai generato.


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