Perché i membri della la Soka Gakkai Internazionale (SGI) considerano Daisaku Ikeda il loro maestro?

Molti membri della SGI considerano Daisaku Ikeda come il loro maestro per la profondità della sua comprensione del Buddismo, e per i suoi continui sforzi di incoraggiare gli altri ad approfondire la loro comprensione e acquisire la capacità di diventare felici attraverso la filosofia e la pratica del Buddismo.
Ikeda sottolinea spesso come lui stesso debba tutto al suo maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda (1900-1958), che a sua volta considerava come suo mentore Tsunesaburo Makiguchi (1871-1944), fondatore della Soka Gakkai. La tradizione di tramandare gli insegnamenti da maestro a discepolo, o da insegnante a studente, ha una lunga storia nel Buddismo e rappresenta un coraggioso cammino di scoperta di sé e non di imitazione o adulazione. Per definire le rispettive funzioni del maestro e del discepolo si potrebbe dire che il ruolo del maestro è di puntare verso un obiettivo e mostrare i mezzi più efficaci per raggiungerlo, mentre quello del discepolo è di lottare per realizzare questo ideale, su una scala ancora maggiore di quella realizzata dal maestro. I membri della SGI parlano di impegno condiviso di maestro e discepolo nel loro scopo comune di diffondere i principi pacifici del Buddismo in tutto il mondo.
Il profondo legame che unisce maestro e discepolo, e in particolare la relazione fra i primi tre presidenti della Soka Gakkai, ha sostenuto lo sviluppo dell’organizzazione. Ogni presidente ha ampliato la visione del suo predecessore, sviluppando con cura un movimento in grado di raggiungere e abbracciare le persone più diverse contribuendo al loro empowerment.

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