Il suono del Daimoku

Perché recitiamo ad alta voce e la nostra pratica non è silenziosa?

In questa maniera rispettiamo gli intendimenti del fondatore della nostra scuola, Nichiren Daishonin. Egli infatti riteneva che la verità del Sutra del Loto andasse manifestata, pronunciata, espressa, e non mantenuta nel segreto della propria realizzazione individuale.

Pronunciare il suono di Nam Myoho Renge Kyo e non soltanto meditarci sopra o ripeterlo mentalmente significa dare al concetto un'espressione concreta, udibile, percepibile e condivisibile anche con altri. L'intento è quello di superare la separazione fra mondo interiore (la propria mente, la percezione silenziosa di essa) e mondo esteriore (gli altri, il corpo, l'azione, la parola pronunciata).

Inoltre la produzione di un suono, sempre secondo le tecniche dell'Oriente relative ai mantra, è creativa e influenza l'ambiente. Gli antichi indiani, infatti, pensavano che il suono fosse il primo elemento, connesso con la sostanza eterica, dal quale discendono tutti gli altri (aria, fuoco, acqua, terra) che da esso vengono generati.

In altre parole, è come dire che tutta la realtà è ricettiva al suono, è influenzabile dal suono. Con il suono si può creare...
[via | Maurizio]
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