Il Gohonzon 1/5

È l’oggetto di culto per chi pratica il Buddismo di Nichiren Daishonin. Quale è il suo significato? Che funzione ha? Perché serve un oggetto di culto? Perché si custodisce con tanta devozione?

L’esigenza, spesso inconscia, di avere qualcosa verso cui dirigere i propri sforzi, la propria ambizione, è qualcosa di innato negli esseri umani. È del tutto naturale, entro certi limiti, desiderare, ad esempio, una buona carriera lavorativa o una sicurezza economica. Le cose si complicano quando denaro, successo, cultura o quant’altro finisce per occupare il centro dell’esistenza e tutti i valori della nostra vita si strutturano in base a questo obiettivo supremo, legando a esso tutta la nostra felicità. In un certo senso, stiamo creando un oggetto di culto. Scriveva a proposito Richard Causton: «L’esigenza di avere un oggetto di culto non è tipica soltanto della religione. Ciascuno di noi, in modo più o meno consapevole, se ne crea uno che, anche se astratto e personale, assolve la stessa funzione dell’oggetto di culto religioso: fornire cioè un punto di riferimento verso cui indirizzare le proprie ambizioni, le speranze, i desideri. Per molti la famiglia viene posta al di sopra di tutto, altri mettono al primo posto la carriera, il denaro, i beni materiali, la cultura, un cantante, un divo del cinema, gli animali. Un oggetto di devozione è ciò per cui viviamo, su cui basiamo la nostra felicità, e che influenza ogni aspetto della nostra vita. Spesso capiamo quale sia questo oggetto solo nel momento in cui lo perdiamo: quando il nostro compagno o compagna ci lascia, quando ci viene rubata la macchina, quando la nostra promettente carriera si blocca».
Il punto è allora: su che cosa stiamo basando la nostra vita? O ancora, a che cosa ci stiamo appoggiando?
Finché ci ancoriamo a qualcosa di esterno a noi, qualcosa di mutevole come tutto ciò che ci circonda, saremo come una banderuola in balia dei venti.
Nichiren Daishonin iscrivendo il Dai-Gohonzon fornì il corretto oggetto di culto a tutta l’umanità: perfetto, puro e immutabile. E dentro la vita: «Non cercare mai questo Gohonzon al di fuori di te…» scrive a una sua seguace (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 203).
E continua: «Una donna che si dedica al Gohonzon attira la felicità in questa vita e nella prossima il Gohonzon sarà con lei e la proteggerà sempre. Come una lanterna nell’oscurità, come un forte braccio che ti sostiene lungo un sentiero infido, il Gohonzon ti proteggerà, signora Nichinyo, ovunque tu vada».
Quindi l’unica cosa a cui conviene “appoggiarsi” è il Gohonzon. 

(di Lodovico Prola)
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