Affrontare le difficoltà e le malattie #7

Nel lungo corso della vita ci si può ammalare o possono capitarci degli incidenti. E per tutti, alla fine la morte è inevitabile. Le quattro sofferenze di nascita, vecchiaia, malattia e morte sono intrinseche alla vita. E oltre a queste quattro sofferenze fondamentali, la vita è costellata di vari altri problemi. La cosa importante è superare tutte queste sofferenze e difficoltà sulla base della fede. Fin quando persevererete nella fede a dispetto di qualsiasi ostacolo, potrete dirigere la vostra vita nel modo più positivo in virtù dell’assoluto potere della Legge mistica.
Siamo tutti fatti di carne. Tutti prima o poi soffriamo di qualche forma di malattia. Il potere della Legge mistica ci permette di tirar fuori la forza per superare il dolore e la sofferenza della malattia con coraggio e determinazione. Nichiren scrive: “Nam myoho renge kyo è come il ruggito del leone. Quale malattia può essere quindi un ostacolo?”.
Solo perché crediamo nel Gohonzon non vuol dire che saremo liberi da preoccupazioni. Fin quando siamo vivi, siamo destinati a lottare con i nostri problemi. Ammalarsi gravemente o affrontare la gelida paura della morte sono aspetti inevitabili della vita.
All’età di circa cinquantacinque anni Nichiren scrive: “Poiché sono vicino ai sessant’anni, ho già affrontato la vecchiaia ma devo ancora affrontare la malattia e la morte.”
Le quattro sofferenze di nascita, vecchiaia, malattia e morte sono una parte inevitabile della nostra vita.
La vita è eterna e si estende attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro. Per questa ragione, anche se una persona è ammalata o ha altri problemi, finchè pratica la fede al meglio delle proprie capacità i problemi diventeranno la forza motrice per rivitalizzare la sua vita. Nichiren scrive: “La malattia stimola lo spirito di ricerca della Via.”
La malattia è spesso la molla che spinge le persone a praticare questo Buddismo. L’angoscia che si sperimenta a causa della malattia perfeziona il carattere e genera uno spirito di empatia e di compassione verso gli altri. Dovremmo avere la decisione di non rassegnarci mai alle sofferenze della malattia. Sfidando e superando il dolore, diventa possibile usare la malattia come mezzo per espandere il proprio stato vitale.
Un giovane medico osservò: “ Non sono né il cancro né la leucemia che le persone dovrebbero temere. Piuttosto, bisognerebbe temere più di ogni altra cosa l’indebolimento della propria forza vitale. Credo, perciò, che sia essenziale che le persone adottino una visione della vita che permetta loro di superare la paura della morte e di affrontare coraggiosamente qualunque malattia mentre sono ancora in forze.”
Queste parole si concentrano sul problema essenziale della vita umana, e vengono da un medico che è stato testimone di numerose nascite e morti. Nichiren afferma: “Pensai che dovevo prima imparare la verità sulla morte, e poi tutte le altre cose.
E’ di estrema importanza che ci formiamo una corretta visione della vita e della morte attraverso la nostra pratica buddista così da potere, quando verrà il momento, superare i problemi della malattia e della morte. Sviluppare questo genere di prospettiva dovrebbe costituire il fondamento del nostro modo di vivere, e noi siamo fortunatissimi a possedere il mezzo per farlo.
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