L'altare

La struttura base delle nostre case di occidentali moderni non è così diversa da quella utilizzata dai nostri antenati. I bisogni fondamentali degli esseri umani sono pressocchè sempre gli stessi e quindi, nelle case, esiste uno spazio per mangiare, uno per dormire, per lavarsi e via e via, con modeste variazioni. Una differenza sostanziale, però, esiste: nei tempi antichi nelle case c'era anche un luogo "sacro", un altare o simile, dove pregare e offrire acqua, cibo, fiori o incenso alla divinità, agli dei, ai progenitori della famiglia, dello stato, eccetera. Oggi è molto difficile trovare qualcosa del genere, forse proprio perché nella nostra mentalità di uomini moderni il mistero, l'ulteriore, trova effettivamente poco asilo, non ha un luogo nel quale veramente dimorare e manifestarsi. Certamente nelle città esistono dei luoghi di culto, templi e chiese, e quindi a livello sociale questa esigenza del sacro è ancora parzialmente presente e riconosciuta (quando non sia solamente un fatto formale), ma a livello familiare e individuale, in casa propria, manca un vero spazio per l'interiorizzazione, la preghiera, la meditazione, la comunicazione con il divino. Possibile che l'altare dei Lari e dei Penati degli antichi romani, ad esempio, sia stato sostituito dalla televisione? Comunque sia, credo che veramente ci sia bisogno, proprio concretamente, nella nostra abitazione, di un angolo, una stanza, uno scaffale a mo' di altare, un nostro luogo insomma che possa diventare uno strumento per ritrovarci, recuperare le energie, la calma e il distacco, l'ispirazione, e davanti al quale concepire obiettivi aprendosi alla guida interiore del Sé. Noi buddisti abbiamo il nostro Butsudan, l'altarino con il Gohonzon, il Mandala che rappresenta la Legge Mistica, davanti al quale, giorno dopo giorno, mattina e sera, cerchiamo di ritrovare nel nostro cuore devozione, compassione e gratitudine, di scoprire dentro noi stessi saggezza e sempre nuova energia. In questo, evidentemente, pur seguendo una tecnica adatta ai tempi che insegna ad integrarsi con la vita moderna, che non cerca di tornare indietro, che vuole aprirsi alla cultura attuale, siamo gli eredi (insieme a molte altre scuole che, comunque, esistono) di un'antichissima tradizione che adibisce un apposito centro all'interno della casa, là dov'è possibile sentirsi felici e a proprio agio nel senso più vero e profondo...

[via | Maurizio]
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Commenti

  1. Grazie di queste bellissime parole. Molto vere e molto profonde. Dio quanto sono orgoglioso della mia stanza dedicata al gohonzon....il mio angolo di pace e serenità. Mi ci voleva proprio leggere queste parole. Ancora grazie. Un abbraccio.

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