Affrontare le difficoltà e le malattie #3

Quant’era grande la compassione di Nichiren verso coloro che si sforzavano dietro le quinte! Quando un suo seguace stava soffrendo a causa di una malattia, Nichiren la considerava come una sua sofferenza personale e pregava perché il suo seguace guarisse il più velocemente possibile. Questa grande compassione del Budda originale è davvero meravigliosa da vedere.
Se osserviamo il comportamento di Nichiren, restiamo profondamente colpiti dalla convinzione che questo sia il modo in cui un buddista deve vivere. Nichiren non agiva di certo per obbligo o per salvare le apparenze. Considerava i problemi di coloro che stavano soffrendo, di coloro che stavano coraggiosamente combattendo per kosen rufu, come se fossero i suoi problemi personali. Teneva in gran conto ognuno dei suoi discepoli, li incoraggiava e mostrava comprensione per loro. Non dobbiamo mai dimenticare che in questo modo di agire si trova la vera essenza dell’umanità.
La Soka Gakkai ha preservato questo spirito nel suo impegno per aiutare gli altri, ed è perciò che oggi siamo arrivati così lontano e abbiamo realizzato tante cose. Questo è sia l’orgoglio sia la forza della Soka Gakkai.
Anche se dovessi ritirarti in una montagna o in una valle, dovresti propagare la Legge mistica senza risparmiarti dopo che sarai guarito della malattia e la tua situazione sarà nuovamente favorevole.”
L’esortazione di Nichiren a Sairen-bo fu: “Cura la tua malattia velocemente e poi ricomincia a combattere con kosen rufu. Dovresti lottare per kosen rufu senza risparmiarti”. Le parole di Nichiren possono suonare troppo severe, ma sono in linea col corretto sentiero del Buddismo. Lo stesso spirito si trova in uno degli ammonimenti di Nikko che recita: “Fin quando kosen rufu non sarà realizzato, propagate la Legge al massimo delle vostre capacità senza risparmiare la vostra vita”.
Il punto che Nichiren sta rimarcando è: «Fino all’ultimo momento della nostra vita, non dovremmo mai ritirarci spiritualmente. Non dovremmo mai indebolire il nostro spirito combattivo. Possiamo ammalarci fisicamente, ma se indeboliamo il nostro spirito combattivo, ci ammaleremo spiritualmente. In altre parole, una malattia meramente fisica può trasformarsi in una “malattia della fede” o in una “malattia della condizione vitale”.
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