Voglio vedere la luna

Sii diligente più che mai nello sviluppare la tua fede dal primo all’ultimo istante, altrimenti avrai dei rimpianti. Per esempio, il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni: se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale?
Dal Gosho Lettera a Niike

Questa riflessione fa parte di un lungo diario che tengo da quando ho iniziato a praticare, per ricordare le esperienze che ho vissuto e che mi ha aiutato a superare i momenti più difficili.
Non ci sforziamo mai abbastanza. Bisognerebbe essere più severi con noi stessi. Vivacchiamo per paura di affaticarci. Forse oggi sono troppo severa dicendo queste cose. Ma molto spesso è nostra abitudine piangerci addosso, o all’opposto, stimarci sino all’eccesso. E così passano i giorni, i mesi, gli anni; ogni volta pensiamo che sforzarsi sia sempre qualcosa di negativo. Fatica e sofferenza. Nient’altro. In realtà, non è solo questo.
Sforzarsi significa anche “concederci”, cioè dare di più a noi stessi, andare al di là del piccolo mondo del nostro io, delle nostre capacità. In una parola, è dire: abbiamo faticato tanto, ma ogni nostro sforzo è commisurato alle capacità di risolvere i problemi della vita. Con questa convinzione, sarà poi possibile dire, a posteriori, che in quella occasione si poteva fare di più. Perché è bene precisarlo, i risultati il più delle volte vanno al di là delle nostre aspettative, della nostra vita stessa. Dopo, a cose già fatte, la gratitudine viene spontanea. Ma imparare a dire grazie ancora prima che i benefici ci sazino, a volte pare vada proprio contro natura. Quando la luce del giorno tarda a venire, dire grazie alla nostra vita e “concederci” è un grande sforzo. Ma solo se saremo in grado di superare il nostro “io” più egoista, la nostra vita si aprirà. E in questa luce abbagliati e sconcertati saremo come piccoli bambini, di fronte all’immensa potenza della vita, di Nam-myoho-renge-kyo.
Proprio per questo, oggi, dopo aver vissuto più volte questa esperienza, posso dire che risparmiarsi negli sforzi o rilassarsi “quando va bene”, non permette di sperimentare altre meravigliose albe, altri meravigliosi futuri.
Ma tutto questo deve essere sostenuto da una grande determinazione, bisogna cioè essere fedeli a noi stessi sempre comunque fino in fondo. É infatti proprio all’ultimo istante che possiamo incontrare una vittoria o una sconfitta: ma la sconfitta deve essere solo l’occasione per ripartire di nuovo, sicuri che la prossima sarà una vittoria. L’esperienza insegna a non ricommettere gli stessi errori, anzi a rafforzarci per ripartire comunque sempre da ora.
Oggi vivo la profonda consapevolezza che non bisogna avere paura di desiderare di vedere la luna sulla capitale. 
(di Beatrice Barbuio)
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