Regole...

Una persona sola su un’isola deserta è libera di comportarsi come vuole. In fondo, l’unico a cui può creare problemi è se stesso. Ma quando anche solo due persone devono vivere, lavorare insieme –o anche per esempio suonare o fare sport insieme – immediatamente nasce l’esigenza di un sistema di regole che permetta loro di fare quello che devono fare in armonia.
Se al partner dà fastidio trovare il tubetto del dentifricio aperto, le regole di una buona convivenza insegnano a fare un piccolo sforzo per ricordarsi di chiuderlo dopo averlo usato, mentre le regole del mondo del lavoro vogliono che chi si assume un compito lo porti fino in fondo per non creare problemi ai suoi collaboratori e contribuire allo scopo comune. Le regole sono necessarie e non sono sempre e soltanto dei limiti alla libertà individuale.

Tutti abbiamo il diritto di vivere in una società ben strutturata, ben “regolata”, nella quale sappiamo esattamente su cosa poter contare e quali sono le cose da non fare per non recare danno ai vicini. L’assenza di regole garantisce la massima libertà solo al più forte, al più prepotente, al più arrogante.
Grazie alle regole, possiamo pretendere che un altro non calpesti un nostro sacrosanto diritto e che venga punito se lo fa. Quanto è fastidioso l’atteggiamento di chi, sentendosi superiore alle norme della civile convivenza (“io faccio quello che mi pare”), parcheggia l’auto in doppia fila, su un passo carrabile o – peggio – in un posto riservato ai portatori di handicap. Per non parlare di abusi ben più gravi che ognuno può facilmente immaginare. Avere delle regole certe è un diritto, prima ancora che un dovere. (G. L.)
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