La scoperta della libertà


Un’interpretazione arbitraria può distorcere il significato di un testo, tuttavia queste citazioni significano in sostanza che le pratiche di Shakyamuni e le virtù che ne derivarono sono tutte contenute nei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Se noi crediamo in questi cinque caratteri ci saranno concessi naturalmente gli stessi benefici delle sue pratiche.

Dal Gosho Il vero Oggetto di culto

Studiare Il vero Oggetto di culto è stata per me un’esperienza straordinaria. Nichiren Daishonin dedica quasi metà del Gosho a una questione fondamentale: la Buddità è in ogni persona.
È un concetto semplicissimo da comprendere ma difficilissimo da percepire. Talmente difficile da richiedere tante pagine e l’ammissione esplicita di tutti i maggiori studiosi di Buddismo che si tratta dell’insegnamento più difficile da credere e da capire. Talmente difficile che solo Shakyamuni, T’ien-t’ai e Dengyo l’hanno percepito, insieme a Nagarjuna e Vasubandhu, i quali però non l’hanno rivelato.
In più di duemila anni solo i più grandi studiosi di Buddismo, attraverso le loro pratiche e conoscenze, sono arrivati a questo traguardo, senza riuscire però a comunicare agli altri come raggiungere lo stesso risultato. La Buddità era considerato poi un attributo legato a Shakyamuni e quindi lontanissimo dalla vita delle persone comuni. Per raggiungerla era necessario dedicarsi vita dopo vita a pratiche oggi per noi improponibili, ma attualissime ancora all’epoca di Nichiren Daishonin.
In questo quadro la sua impresa è davvero straordinaria: fare in modo che ogni persona di qualunque epoca, condizione sociale e culturale possa percepire la natura illuminata della sua vita senza fare ricorso a pratiche di meditazione o ad austerità inaccessibili, ma semplicemente recitando e credendo nei cinque caratteri di Myoho-Renge-kyo.
Nel periodo in cui visse, questa affermazione doveva essere così incredibile da spingerlo a suffragarla con tutte le prove dottrinali di cui disponeva. Per questo forse i Gosho nei quali espone le sue dottrine più importanti sono così densi di quelle citazioni che nella lettura e nello studio noi spesso tralasciamo alla ricerca di incoraggiamenti più diretti ed efficaci. Invece, proprio queste puntualizzazioni ci aiutano a ad apprezzare con maggiore gratitudine ciò che Nichiren Daishonin ha fatto per ognuno di noi.
Per me personalmente questa frase di Gosho è stata la fonte di una grande emozione che mi ha permesso di recitare Daimoku con una forza nuova. Recitando con la fiducia che avrei ottenuto tutti i benefici che il Budda Shakyamuni e tutti i Budda dall’infinito passato hanno ottenuto attraverso innumerevoli vite dedicate alla ricerca della Buddità, mi sono sentita leggera di fronte agli effetti del karma negativo e libera rispetto al futuro. Ciò mi ha permesso di realizzare un obiettivo al quale tenevo moltissimo e di apprezzare il Buddismo di Nichiren Daishonin con un’intensità rinnovata. 
(di Laura Barbieri)
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