Una storia in Comune

Quattromila candidati, poca voglia di impegnarsi a fondo per quel concorso o forse solo una grande indecisione. Eppure, nel superare una dopo l'altra tutte le tappe necesssarie, oltre all’impiego sicuro Isabella ha trovato il punto di equilibrio della sua vita.

Quando sono arrivata a Prato, ero in piena crisi esistenziale. Mi ero appena diplomata e non riuscivo a capire che cosa volessi fare della mia vita. Mi ero iscritta prima alla facoltà di economia poi a quella di filosofia senza dare nessun esame. Il mio problema non era, comunque, lo studio ma il mio stato interiore alquanto irrequieto. A Prato non conoscevo nessuno e passavo giornate intere in casa, cosa difficile da accettare per me che ho sempre dato all’amicizia enorme importanza. Questo stato di apatia e di conflitto con me stessa è andato avanti per molto tempo, quando Clara decise di farmi iniziare a praticare il Buddismo, infatti si ostinava nel venirmi a trovare, sebbene non volessi vedere nessuno; ma alla fine ce l’ha fatta. Sono diventata anch’io buddista. Cercando la mia dimensione la prima cosa da fare era trovare il mio lavoro. Da allora la mia “carriera” è stata una lunga lotta, fra aziende fallimentari e varie altre sfortune. Nel luglio del 2003 per l’ennesima volta mi sono ritrovata disoccupata perché l’azienda per cui lavoravo era in crisi e doveva ridurre il personale.
Ho partecipato al corso nazionale giovani a Montecatini, e quando sono tornata a casa ho cominciato subito a cercare un altro lavoro consapevole del fatto che il momento era critico anche per tanti altri come me. È stato proprio durante quel corso che decisi di vedere fino in fondo quanto fosse negativo questo karma e quanto invece avrebbe potuto cambiare le cose la mia pratica buddista. Dovevo sciogliere tutti i nodi. Per due mesi ho fatto un lavoro di vendita che non mi piaceva e che comunque mi ha fatto superare tanti dei miei limiti, nonostante i pianti e le sofferenze.
Credo che anche quella sia stata una buona causa che ho posto nella mia guerra. Infatti è stata una delle battaglie che ho vinto. Ma non avevo ancora vinto la guerra.
I primi di novembre del 2003 mi hanno convocata per un concorso per addetto amministrativo al Comune di Pistoia, relativo ad una mia domanda che avevo fatto due anni prima (quasi per caso). Ero veramente indecisa nello scegliere se mollare o no il lavoro che avevo (che anche se non mi piaceva, mi faceva guadagnare bene), oppure buttarmi e fare un salto nel buio, cercando la remota possibilità di un posto pubblico. Quando ho provato a parlarne al mio principale, lui, purché non me ne andassi, mi ha dato un aumento di stipendio del 30%.
Non ero certa di volermi confrontare con altri 8.000 candidati, infatti la parte più negativa di me diceva di lasciar perdere perché tanto non l’avrei vinto, figuriamoci se io, la più sfigata delle disoccupate, avrei vinto un concorso pubblico… E infatti per un po’ non ci ho creduto e ho lasciato perdere, fino a quando, l’8 dicembre, non so come, mi sono rotta un legamento a un ginocchio e mi hanno ingessata. Quale occasione migliore per stare a casa e studiare 8 ore al giorno? Così è andata, infatti, decisi di provare e dare il meglio di me stessa. Durante quei giorni di studio e di Daimoku mi ha sostenuta e dato coraggio un passo del dialogo con giovani di Ikeda: “Non potrete non raggiungere i vostri obiettivi se la vostra decisione e le vostre azioni saranno autentiche e sincere […] Quando decidete davvero di fare una cosa, fino in fondo, decidete anche di non affidarvi alle altre persone: dovete contare solamente su voi stessi, sulle vostre capacità […] Il vostro senso di responsabilità e di missione dovranno essere così saldi da consentirvi di fronteggiare impavidamente la più violenta delle tempeste, dichiarando con orgoglio: - Guardate, ce la farò -”.
Ho dato l’esame scritto e mi sono piazzata fra i primi 40. E’ stato allora che ho cominciato a crederci anche a livello più razionale e che mi è anche presa la paura di non farcela, ora che ero così vicina alla vittoria. Ho iniziato a recitare di media tre ore di Daimoku al giorno, sono anche riuscita ad andare a Trets a febbraio, e lì ho solennemente promesso che, comunque fosse andato il concorso, io questa volta risolvevo questo mio problema una volta per tutte. C’è un passo del gosho Lettera ai fratelli che mi ha dato coraggio e grinta in certi momenti: “Dovete superare questa prova e trovare da soli i benefici del Sutra del Loto. Nichiren invocherà per voi la protezione degli dei buddisti. Ora più che mai dovete dimostrare di non aver paura”.
Il 5 aprile ho dato la seconda prova del concorso, quella di dattilografia e lì sono stata colta dal panico, le mie mani non rispondevano quasi più agli impulsi del mio cervello, sta di fatto che non sono riuscita a farla perfetta come volevo e come avevo stabilito davanti al mio Gohonzon, e questo mi ha portato quei piccoli dubbi che se non li avessi affrontati a suon di Daimoku, certo adesso non ne sarei uscita vincitrice. Mi chiedevo perché fosse andata in questo modo sebbene io avessi chiaramente determinato di vincere alla grande. Probabilmente mi ero affidata soprattutto alle mie capacità e non a Nam-Myoho-Renge-Kyo, e comunque se avevo avuto quella data risposta un motivo c’era. Mi ero infatti resa conto di questa componente di ansia nel mio carattere, e dovevo mettermi a lavorare anche su questa cosa.
I mesi di aprile e maggio sono stati i più intensi: ho partecipato alle attività dello staff centralino del centro culturale di Firenze, e ho continuato a studiare per la prova orale che era stata fissata per il 3 giugno (non a caso, dato che avevo deciso di sistemare tutto entro il 5 di giugno).
La parte più bella di questa mia esperienza sta proprio nel fatto che ho scoperto la relazione maestro-discepolo nella mia vita. Non avevo mai sentito una simile sensazione, anzi la vivevo proprio male, come del resto mi capitava riguardo a un po’ tutta l’organizzazione. 
La mia personalità alquanto apprensiva e la mia emotività rischiavano di bruciare tutti i miei sforzi: continuavo a ripetermi che se mi ero bloccata alla prova di “dattilo”, all’orale avrei potuto fare scena muta.
Invece il giorno prima dell’esame una strana e inspiegabile euforia ha pervaso tutto il mio essere, mi sentivo leggera e già piena di soddisfazione, come se la parte più intima di me avesse già realizzato l’obiettivo. All’esame orale, ho fatto l’esperienza più incredibile di tutte: non solo sono riuscita a controllarmi e a stare calma, ma ho anche preso uno dei voti più alti, così da assicurarmi il mio impiego al Comune di Pistoia.
Alla fine di settembre è uscita la graduatoria ufficiale e io mi sono piazzata ottava. E pensare che all’esame scritto eravamo 3.900 persone.
Ho iniziato a lavorare il 21 di novembre 2004 nonostante il fatto che un decreto legge avesse previsto il blocco delle assunzioni nel settore pubblico. Sono stati necessari cinque anni per risolvere il problema del lavoro, ma vorrei comunque precisare che il mio più grande risultato è stato interiore. Ora ho trovato il mio baricentro, tranquillità, stabilità e fiducia.
Nel vortice dei miei sentimenti, mi ero autoconvinta di non essere “fisiologicamente” in grado di innamorarmi, per come tutti gli uomini mi sembravano tutti talmente patetici e irrimediabilmente banali. Mariano era lì a testimonianza che tutto questo non era vero e adesso è accanto a me. Ora che ho ottenuto il lavoro e ho incontrato il mio uomo, i miei sogni vedono una casa e una famiglia tutta mia.
Durante questi lunghi mesi mi sono posta una specie di sfida: se avessi vinto il concorso sarei tornata all’università. Ed è così che mi sono iscritta per la terza volta. Facoltà: scienze politiche.
Adesso però, conto di laurearmi. (I. L.)(dati modificati)
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Commenti

  1. Splendida esperienza, grazie per averla condivisa con noi, è un grande incoraggiamento!!!!!!

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  2. Brava sei fantastica, veramente complimenti. Per la determinazione che ci hai messo per raggiungere ogni tuo sogno

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  3. Brava sei fantastica, veramente complimenti. Per la determinazione che ci hai messo per raggiungere ogni tuo sogno

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  4. Complimenti , grazie per aver condiviso la tua esperienza

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