Sono entrata al Daiseido, il Palazzo del Grande Voto di Kosen Rufu!

Da quando sono diventata buddista, ho sentito il desiderio di visitare il Giappone. Mi emozionavo al solo pensiero che avrei potuto un giorno trovarmi nello stesso posto in cui Nichiren era vissuto e dove vive tuttora Sensei.
Mi piace molto viaggiare e da quando non sono più legata ai ritmi lavorativi, mio marito ed io abbiamo partecipato a molti viaggi. Il mese scorso stavamo pensando a una meta da scegliere, ma, pur avendo considerato varie proposte da amici e agenzie, non avevamo preso alcuna decisione.
Ed ecco che è arrivato un incontro “casuale”, che ovviamente non ho vissuto come tale. Mentre in bici stavo pedalando verso il centro, ho incontrato una persona, con la quale ho condiviso esperienze di viaggio. Quando mi sono fermata per fare due chiacchiere, mi ha subito comunicato di aver aderito ad una proposta di viaggio in Giappone, proprio nel periodo della fioritura dei ciliegi! Sono subito andata in agenzia per prendere informazioni e un paio d'ore dopo ero a casa con il programma di viaggio in mano e il mio desiderio che stava prendendo forma!
Nel programma di quei dieci giorni in Giappone, non era però prevista la visita alla Soka Gakkai e una cosa di cui fui subito certa è che là ci sarei voluta andare “a tutti i costi”.

E qui, oltre alla recitazione, entrò subito in gioco la consapevolezza che dovevo inserire la mia azione. Ricordando una mail ricevuta da un responsabile giapponese, in occasione della lettera che inviai a Sensei, pensai di contattarlo per chiedere se tutti potevano entrare alla Soka Gakkai, come ci si poteva organizzare, se si poteva recitare nella Sala del Grande Voto. Un aspetto che mi colpì molto fu che gli scrissi una domenica pomeriggio e dopo mezz'ora avevo già la sua risposta: fu molto accogliente, premuroso, mi diede tutte le informazioni necessarie e nel giro di qualche giorno con fitto scambio di mail, sms e telefonate, avevo in mano la lettera di presentazione per poter entrare al Daiseido.
Notai nel programma di viaggio dell'agenzia che, arrivando a Tokyo la mattina alle 7.30, la giornata era ancora da organizzare. E lì individuai la possibilità di poter realizzare la mia visita. Ne informai l'agenzia che non escluse questa iniziativa, il problema era come raggiungere la sede della Soka Gakkai, dato che, appena arrivati a Tokyo, non volevo rischiare disagi o difficoltà nel prendere il metrò. Anche qui si presentò la soluzione: la referente del viaggio prese contatto con un'agenzia giapponese per procurarmi un assistente che avrebbe accompagnato me e mio marito alla Soka Gakkai, aspettandoci poi per riportarci all'hotel. Lo comunicai subito al responsabile giapponese e dopo poco una signora, che parla italiano e che lavora alla SGI di Tokyo, era già informata del mio prossimo arrivo: lei mi avrebbe consegnato il biglietto d'ingresso in cambio della lettera di presentazione. Sembrava tutto piuttosto complicato, ma poi ho capito che una prassi così severa avrebbe garantito che solo i membri sarebbero potuti entrati per la cerimonia.
Era andato tutto liscio, gli ostacoli erano stati superati: c'erano tutte le premesse perché il viaggio si concretizzasse nel miglior modo possibile.
Naturalmente ho sempre recitato perché non insorgessero difficoltà o problemi e perché il mio sogno di partecipare alla cerimonia di gongyo al Daiseido di Tokyo andasse a buon fine.
L'aereo che dall'Italia mi portava fino a Tokyo purtroppo aveva un certo ritardo per cui cominciai a temere di non arrivare in tempo per le 14:30, ora di inizio della cerimonia. All'hotel di Tokyo, puntuale, mi aspettava l'assistente, Eri, una graziosa signora giapponese che parlava perfettamente l'italiano, per accompagnarmi alla Soka Gakkai. Lei aveva già provveduto ad avvisare del mio ritardo. Cominciavo a rendermi conto di quanto i giapponesi fossero precisi e organizzati e ciò mi tranquillizzò moltissimo.
Ci dirigemmo quindi al metrò alla volta di Shinanomachi. Lì andammo verso il palazzo della Soka Gakkai, dove mi venne incontro la signora giapponese per l'accoglienza. Ci sedemmo ad un tavolo circondato da immagini familiari: un tappeto d'ingresso verde con i simboli della SGI, una foto del presidente Ikeda con la moglie, la biblioteca. Mi venne spiegato come si sarebbe svolta la cerimonia di gongyo e mi fu consegnato il biglietto d'ingresso. Poi lasciammo la sede e andammo direttamente a piedi al Daiseido, attraversando tutto il quartiere della Soka Gakkai, dove vidi il palazzo dedicato alle donne, il museo della musica e altro. Entrai in due negozi che vendevano oggettistica legata al buddismo e feci acquisti per me e per i miei compagni di fede. Quindi mi recai al Daiseido in anticipo per poter prendere posto nelle file davanti, dato che la capienza della sala è di 1400 persone e si preannunciava molto affollata.
Quando entrai, lungo il percorso per raggiungere il terzo piano dove è custodito il Gohonzon, vidi parecchie persone che facevano accoglienza e indicavano la strada, sorridendo e salutando tutti. Arrivai così alla grande sala di kosen rufu e rimasi abbagliata da quello che vidi: una stanza vastissima già per metà piena di gente che pregava, chiacchierava, si guardava intorno. Trovai posto vicino ad un ragazzino giapponese che teneva in mano la bustina col juzu in attesa di iniziare.
Alle 14:30 in punto un responsabile fece un discorso in giapponese, dopodiché iniziò la visione di un filmato sulla storia della Soka Gakkai. Poi ci fu un altro breve discorso in cui vennero citati i nomi dei paesi da cui provenivano gli ospiti presenti in sala, che erano invitati ad alzarsi per farsi riconoscere. Quando nominò l'Italia, mi alzai in piedi: ero l'unica italiana e ricevetti anch'io un caloroso applauso! In quel momento mi sentii molto privilegiata ad essere in quel posto, in quel momento, in quella situazione.
Quindi iniziò la cerimonia di Gongyo sulla base registrata della voce tonante e forte del maestro Ikeda, il quale diede il ritmo alla recitazione. Sentii l'emozione salire alle stelle: cercavo di cogliere ogni respiro, ogni pausa, ogni sospiro di Sensei, sentivo addirittura lo sfregamento del suo juzu e le pause per respirare. Mi lascia andare a quella recitazione e ancora oggi ricordo con molta emozione quei momenti e li richiamo spesso alla mente.
Alla conclusione di questa intensa cerimonia, le persone rimasero in silenzio, sedute ai loro posti e poi un po' alla volta, in maniera ordinata e precisa, cominciarono ad alzarsi a partire dalle ultime file per lasciare il palazzo, seguendo le indicazioni dei volontari presenti in sala. Durante tutto il percorso le persone salutavano e sorridevano fino al raggiungimento dell'uscita, nella parte posteriore del palazzo.
Passai davanti al monumento di Kosen Rufu, con la targa dedicata alla diffusione della pace nel mondo. Quando riconsegnai il biglietto d'ingresso, mi fu donato un cartoncino scritto in giapponese con la traduzione dove si poteva leggere l'iscrizione di questa targa. Ho notato che alcuni volontari si trovavano anche fuori dal Daiseido controllando che le persone camminassero sul marciapiedi.
Pensai che stavano mettendo in atto la massima protezione possibile.
Una volta fuori, ritrovai mio marito e l'assistente, mi feci scattare qualche foto, così avrei potuto inviarla subito ai compagni di fede per renderli partecipi di questa grandissima esperienza.
Ero felice: appena arrivata dall'Italia, con una notte in bianco trascorsa in aereo, avevo l'adrenalina a mille ed ero ancora incredula di quanto avessi vissuto.
Nei giorni successivi proseguimmo il viaggio che mi portò a visitare luoghi incredibili e pieni di fascino, sempre accompagnata dalla voce di Sensei e dal suo cuore.
Rientrata in Italia ho avuto modo di “metabolizzare” meglio questa esperienza, di realizzare come avesse davvero fortificato il mio rapporto con Sensei e come avessi confermato il mio voto per kosen rufu e la diffusione della pace.
E' questo che ho portato dentro di me quando, tornata a casa, ho ritrovato il mio Gohonzon e ho potuto manifestare tutta la mia gratitudine per questo fantastico viaggio e per la grande opportunità che mi era stata offerta.
Nella targa custodita all'interno del Daiseido, davanti alla quale sono passata prima di lasciare il palazzo, si leggono queste parole di Ikeda: ”Kosen Rufu è la grande via aperta perso la pace nel mondo e la prosperità della società. È il nostro grande voto dal lontano passato per salvare tutta l'umanità. Adesso i Bodhisattva della terra emergono danzando di gioia e la grande luce dell'umanesimo della legge mistica illumina i cinque continenti. Prego con forza affinché i preziosi compagni di fede che seguono i tre presidenti della Soka Gakkai, collegati direttamente al Daishonin, possano creare l'unità di itai doshin (diversi corpi stessa mente) e realizzare il flusso di kosen rufu, in altre parole la pace nel mondo”.
In quel momento è come se avessi visto davanti a me un futuro con una società migliore, fatta di persone che, riconoscendo il grande umanesimo buddista, si dirigeranno sempre più numerose verso una pace universale, con un potente Nam mioho renge kyo recitato all'unisono. Quel mondo dove, come si legge nel Sutra del Loto, tutti gli uomini vivranno “felici e a proprio agio.” 
Giulietta
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Commenti

  1. Solo ora ho potuto leggerti ..queste mie giornate frenetiche e disorganizzate devono diventare dinamiche e ordinate..
    Grazie..che altro dire..mi sono commossa..ero con te x i corridoi e le sale e mi sono sentita insieme a te durante la cerimonia di gongyo. .una grande esperienza ..

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  2. viaggio emozionante e bella visione del futuro. grazie Giulietta di averlo condiviso.

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  3. Grazie a voi! Sono felice che vi siano arrivate le mie emozioni, perchè era questo che desideravo condividere!

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  4. grazie Giulietta....mi sono molto emozionata leggendo la tua meravigliosa esperienza...e come ogni volta che sento esperienze di compagni di fede il cuore mi si riempie di gioia infinita...Nam Myoho Renge Kyo

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  5. mamma mia... mi hai commosso. grazie

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  6. Ciao Giulietta! Magnifica esperienza! Guarda, io ora mi trovo in una situazione in parte simile alla tua, per questo ti chiedo gentilmente un consiglio/aiuto. Sono arrivata a Tokyo oggi e ci starò qualche giorno. Purtroppo prima di partire dall'Italia ho avuto un po' di problemi a contattare le persone del kaikan di Milano responsabili della redazione della lettera di presentazione. Tu per caso sapresti darmi una dritta o un contatto della Soka Gakkai italiana o di Tokyo? Grazie in anticipo! NMRK!

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  7. Buongiorno Evelyn, sarò felice di darti le informazioni di cui hai bisogno, però ti chiedo di darmi la tua mail in modo che possa risponderti privatamente. Grazie e a presto!

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