Un flusso eterno

La sfida della morte è sempre stata considerata dal Buddismo come un mezzo per rivelare il vero valore della vita. Vi ricorderete che Shakyamuni lasciò gli agi del suo palazzo per cercare una risposta alle quattro sofferenze dell'umanità - nascita, malattia, invecchiamento e morte - per poter poi insegnare alle persone come sconfiggerle. Anche Nichiren Daishonin, mosso da un'immensa compassione per l'umanità, volle arrivare a capire la vera natura della morte: “Sin dall'infanzia - egli afferma - ho studiato il Buddismo con un solo pensiero nella mente. La vita dell'essere umano è fugace. Ogni respiro può essere l'ultimo. Nemmeno la rugiada asciugata dal vento è tanto effimera. Nessuno, saggio o sciocco, giovane o vecchio, può sfuggire alla morte. Per questo il mio unico desiderio fu di risolvere questo eterno mistero. Il resto era secondario” (The Writings of Nichiren Daishonin, vol. II, pag. 759). Così egli sottolinea quanto sia importante essere consapevoli dell'eternità della vita.
Questo concetto non va però confuso con l'idea cristiana del Paradiso e dell'Inferno, dove l'anima vivrà in eterno. Secondo il Buddismo la vita di ogni essere vivente è eterna perché fa parte dell'intero universo che esiste eternamente. Sempre per questa ragione, nessuna cosa vivente può essere creata oppure distrutta. Creazione e distruzione sono in realtà momenti del processo di rinnovamento universale che, secondo la Legge di Nam myoho renge kyo, percorre un ciclo ininterrotto di nascita, crescita, declino e morte. Il concetto buddista dell'eternità della vita anticipa di circa duemila anni le leggi della fisica sulla ”indistruttibilità” dell'energia e della materia, secondo cui queste ultime non si “disperdono” mai, ma si convertono in forme diverse.
Anche la nostra vita, composta di energie fisiche e “spirituali”, segue queste leggi. Come spiega Daisaku Ikeda: ”Le nostre vite esistono, sono sempre esistite ed esisteranno sempre insieme all'universo. Non hanno avuto origine prima dell'universo, né sono apparse per caso, o sono state create da un'entità soprannaturale. Nichiren Daishonin ha insegnato che nell'alternanza di vita e morte si manifesta il nostro vero io, e ambedue questi aspetti sono parte dell'esistenza cosmica”.

(R. Causton: “La legge meravigliosa” - Esperia - pag. 56/57)
a cura di Giulietta
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