La vita di Nichiren Daishonin - Le persecuzioni #2

Il 16 luglio 1260 il Daishonin inviò a Hojo Tokiyori, ex reggente che godeva di grande autorità, un trattato intitolato Rissho ankoku ron (assicurare la pace al paese attraverso l’adozione del vero Buddismo), in cui è spiegata la causa di tutti i disastri: la vera causa di tutto era l’offesa alla vera Legge da parte del popolo e la credenza in dottrine che contraddicono l’insegnamento del Budda. Come maggiore fonte di eresia veniva segnalatala setta Nembutsu. Se si fosse abbandonato questo “unico male”, il paese si sarebbe salvato, altrimenti sarebbe stato colpito da due calamità che ancora non si erano verificate: la guerra civile e l’invasione straniera.
Hojo Tokiyori non prese in considerazione l’ammonimento del Daishonin. Poco dopo, il 27agosto, un gruppo di seguaci Nembutsu assalì il rifugio del Daishonin con l’intento diucciderlo. Questo episodio è noto come la persecuzione di Matsubagayatsu. Il Daishonin riuscì a sfuggire all’agguato.
Ma i preti Nembutsu, presentando false accuse a Hojo Shigetoki, figlio del reggente incarica Nagatoki, riuscirono a far condannare il Daishonin all’esilio sull’isola di Izu (12 marzo 1261). Questa è la seconda persecuzione, la persecuzione di Izu.
Nikko Shonin accorse subito al fianco del suo maestro per servirlo.
Nel febbraio del 1263 Nichiren Daishonin ottenne il perdono e tornò a Kamakura.
L’11 novembre 1264, mentre il Daishonin a alcuni suoi discepoli erano in viaggio verso la residenza di Kudo Yoshitaka, gli uomini di Kagenobu gli tesero un’imboscata. Kyonin-bo e Kudo Yoshitaka morirono per difendere il maestro e il Daishonin fu ferito. Questa è la terza persecuzione, la persecuzione di Komatsubara.
Nel gennaio del 1268 giunsero a Kamakura messaggeri di Kubilai Kan per intimare al Giappone di sottomettersi all’impero mongolo e di pagare il tributo, pena l’invasione.
Nel 1271 una lunghissima siccità colpì il paese.
Il 10 settembre 1271, Hei-no Saemon convocò il Daishonin, il quale ribadì le sue ammonizioni contro la condotta del governo. Due giorni più tardi, il 12 settembre 1271, il Daishonin fu arrestato come ribelle e condotto a Tatsunokuchi per essere decapitato. Ma Nichiren Daishonin non poté essere decapitato: quando già il carnefice aveva sollevato la spada, una sfera brillante attraversò il cielo illuminando vividamente la scena e terrorizzando i soldati. Questa è nota come la persecuzione di Tatsunokuchi.
A Tatsunokuchi egli, abbandonando l’identità transitoria di bodhisattva Jogyo, manifestò la sua vera natura di Budda originale di kuon ganjo; quest’evento viene definito col termine di hossaku kenpon, che significa “abbandonare il transitorio e rivelare il vero”.

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