La vita di Nichiren Daishonin - Il ritiro a Minobu e l'iscrizione del Dai-Gohonzon #4

Nel febbraio 1274, ottenuto il perdono, il Daishonin tornò a Kamakura. L’8 aprile fuconvocato dalle autorità, che lo trattarono con rispetto. Il Daishonin predisse che i mongoli avrebbero attaccato entro l’anno, poi ammonì ancora un volta le autorità a non contare sulle preghiere dei preti Shingon e di altre sette per scongiurare il pericolo. Ma ancora una volta non fu ascoltato.
Seguendo l’antica consuetudine cinese secondo la quale se un saggio ammonisce il sovrano tre volte e non è ascoltato, deve ritirarsi fra le montagne, decise di ritirarsi in una gola presso il monte Minobu, lungo il corso superiore del fiume Fuji.
Nell’ottobre del 1274, come era stato predetto, le forze mongole invasero il Giappone.
Nel distretto di Fuji, sotto la guida di Nikko Shonin ed altri collaboratori, nella pianura di Atsuhara, il movimento di propagazione progredì rapidamente, facendosi strada fra molti contadini del luogo.
Nel settembre del 1279, venti contadini di Atsuhara vennero arrestati, sotto la falsa accusadi furto, e condotti in carcere a Kamakura. Qui furono minacciati di tortura e di morte se non avessero abiurato la loro fede. Ma i contadini resistettero coraggiosamente anche alla tortura. Hei no Saemon fece allora decapitare i capi del movimento, i fratelli Jinshiro, Yagoro e Yarokuro; gli altri diciassette furono banditi da Atsuhara.
La persecuzione di Atsuhara non aveva colpito personalmente il Daishonin, bensì i suoi discepoli. Ma la prova di una pura e incrollabile fede offerta dai contadini convinse Nichiren Daishonin che il tempo per realizzare lo scopo della sua vita era maturo: il 12ottobre 1279 iscrisse il Dai-Gohonzon, l’oggetto di culto per tutta l’umanità.
La salute del Daishonin, già compromessa con l’esilio di Sado, andava peggiorando rapidamente. Nell’estate del 1282 accettò il consiglio di recarsi alle terme di Hitachi. Prima di partire, redasse l’Atto di trasmissione della Legge insegnata da Nichiren in tutta la sua vita, conosciuta come Atto di successione di Minobu, con cui nominava Nikko Shonin suolegittimo successore.
Durante il viaggio, presentendo la fine imminente, si fermò nella residenza dei fratrelli Ikegami. Qui diede le ultime disposizioni per assicurare la continuità dei suoi insegnamenti e nominò i “Sei preti anziani”: Nissho, Nichiro, Nikko, Niko, Nitcho e Nichiji.
Il 13 ottobre 1282, dopo aver compilato l’Atto di trasferimento del tempio di Minobu, o Atto di successione di Ikegami, morì all’età di 61 anni.
stampa la pagina

Commenti