La vita di Nichiren Daishonin - Esilio a Sado #3

Fallito il tentativo di giustiziarlo, fu esiliato a Sado, un luogo dal quale era difficile tornare.
Giunse a Sado il primo novembre e fu confinato a Tsukahara, nella cappella diroccata (Sanmai-do) di un cimitero, accompagnato da Nikko Shonin. Non avevano né fuoco, né coperte, né vesti, né cibo. Inoltre, era proibito parlare con gli esiliati, fornire loro cibo e aiutarli in qualunque modo. Ma Abutsu-bo e sua moglie, che si erano convertiti, a rischio della propria vita li rifornirono dei generi di prima necessità.
I preti delle altre sette, non soddisfatti dell’esilio, meditavano di uccidere il Daishonin, e si rivolsero a Homma Shigetsura, il governatore di Sado, ma questi li dissuase e li convinse a confrontarsi con lui in un dibattito. Il 16 gennaio 1272 si svolse il dibattito di Tsukahara, in cui il Dashonin ridusse al silenzio tutti i suoi oppositori.
Un mese dopo, nel febbraio 1272, fu scoperto un complotto ordito dal fratellastro del reggente: si era verificata la profezia delle guerre intestine contenuta nel Rissho ankoku ron e le autorità presero a considerare il Daishonin con maggior rispetto. Nell’aprile fu trasferito a Ichinosawa, una residenza abbastanza confortevole.
A Sado, il Daishonin dedicò tutto il suo tempo a scrivere e porre le basi dottrinali del suo insegnamento. Vi è una grande differenza tra gli scritti precedenti: prima di allora aveva insegnato solo il Daimoku, Nam-myoho-renge-kyo, ma non aveva accennato alle tre grandi Leggi segrete, né alla sua vera identità di Budda originale di Mappo. A Sado iniziò anche a scrivere dei Gohonzon personali per i discepoli più fedeli.
stampa la pagina

Commenti