Dire GRAZIE fa star bene (tutti)…

La gratitudine è un’emozione positiva che si manifesta nel momento in cui si riceve qualcosa di positivo dall’esterno.

Per alcuni studiosi la gratitudine è un’attitudine del carattere, una delle 24 risorse da individuare dentro se stessi e sviluppare con costanza nel corso della propria vita, per accrescere il proprio benessere. Studi empirici hanno dimostrato le conseguenze positive di questo atteggiamento generale che non significa soltanto dire grazie agli altri ma anche (e soprattutto) nell’attivare un’intima risorsa in grado di far percepire la realtà come una serie di eventi non scontati.

La capacità di essere consapevoli della generosità della vita, anziché ostinarsi a porre l’accento solo sulle cose che mancano, aiuta più di ogni altra cosa a fronteggiare le difficoltà in modo più funzionale. Nel campo della salute, per esempio, un equilibrato benessere psicologico è in grado di influenzare positivamente la longevità e la salute fisica. È stato inoltre dimostrato che le donne dotate di un elevato senso di gratitudine, misurato proprio come un atteggiamento nei confronti delle opportunità offerte dalla sola circostanza di essere al mondo, si siano dimostrate capaci di gestire molto di altre meno “positive”, malattie tumorali: secondo gli studi effettuati, tra l’altro, ci si è resi conto che esse riescono non solo a reagire meglio alla chemioterapia, ma anche a intrattenere rapporti personali più distesi e a ottenere un più solido supporto sociale. È un percorso difficile, ma non impossibile, che le tendenze genetiche influenzano in misura inferiore al 50%.

Il resto è legato all’apprendimento, alle proprie esperienze di vita ma, soprattutto, ai propri comportamenti e alla propria volontà di evolvere. E se è vero che l’ambiente in cui si cresce da piccoli può favorire lo sviluppo di un atteggiamento positivo oppure ostacolarlo, è bene ricordare sempre come non ci sia nulla (o quasi) in noi, che non possa essere plasmato o migliorato. Coltivare la gratitudine è un esercizio da ripetere quotidianamente. Alcuni esperti, in proposito, consigliano di scrivere lettere di ringraziamento a persone a cui non si è mai detto grazie in modo esplicito.

Un gesto che rende consapevoli e permette di rafforza re i legami. Attenzione, però: non è corretto crearsi eccessive aspettative, pretendendo che ogni atto di gentilezza venga puntualmente ed equamente ricambiato. Sono tutte le principali filosofie e religioni, ad affermare quanto sia opportuno spezzare questo meccanismo buona azione-ricompensa: il buddismo, l’induismo e il cristianesimo insegnano ad amare incondizionatamente, evitando così delusioni derivate dall’umana ingratitudine.

Impariamo a dire grazie alla vita più che alle persone. A noi stessi per quelli che siamo e che possiamo essere grati a tutto quello che ci è accaduto. Dirci grazie ci insegna ad accettarci per quello che siamo. Inutile porre l’accento su ciò che manca. Crucciarsi per non essere abbastanza belli, competitivi, ricchi, non serve proprio a niente. Andare oltre è il primo e più importante passo per il raggiungimento di un’autentica e solida felicità.

di Enza Iozzia (Fonte)
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