Ognuno di noi può fare la differenza

Vorrei parlarvi di un episodio corso al grande scrittore e poeta francese Victor Hugo (1802-85) che aveva un amico caduto preda di un esaurimento nervoso. Svolgendo la sua funzione di ministro dell’Istruzione, l’ amico aveva lavorato alla riforma del sistema educativo, tuttavia, aspramente criticato da ogni dove, sprofondò in uno stato di grande prostrazione; mi pare comprensibile. Gli attacchi feroci simili a quelli sopportati anche da me, potrebbero causare instabilità psichica, condurre alla malattia e persino al suicidio.
Sopraffatto dalla pressione, l’amico di Hugo si dimise e si rinchiuse in casa. Quando Hugo gli andò a far visita, lo trovò con un aspetto emaciato e coi capelli spettinati; era talmente depresso da non riuscire neppure a sorridere al suo ospite.
Hugo cercò di tirarlo su di morale, ma l’altro riuscì solo a replicare: «Se solo tu sapessi quali cose hanno inventato; sono inconcepibili ... Queste cose, queste infamie sono raccontate segretamente e apertamente credute ... nessuno mi difende ... Victor, giurami che non crederai ad alcuna calunnia».
In risposta, Hugo lo rassicurò della sua sincera amicizia: «Dubita del blu del cielo, ma non dubitare della lealtà del tuo amico». Nel desiderio di incoraggiarlo proseguì: «Hai i tuoi nemici, ma chi non li ha? ... Non sono stato anche io odiato, fatto a pezzi, venduto, tradito, ingiuriato, deriso, schernito, insultato, calunniato per venti anni? Non sono stati parodiati i miei libri e ridicolizzate le mie azioni? Vengo anche assalito e spiato; ci sono trappole preparate apposta per me e sono persino stato indotto a cadervi dentro ... Ma che cosa significa tutto questo, per me? Lo disdegno. Imparare a disdegnare è una delle cose più difficili eppure più necessarie nella vita. Il disdegno protegge e schiaccia, è una corazza e una clava. Hai nemici? Perché? È la storia di ogni uomo che ha compiuto grandi imprese o dato vita a una nuova idea. È la nuvola che scaglia fulmini su tutto ciò che brilla. La fama deve avere nemici, come la luce deve avere moscerini; non dartene pena, disdegna. Mantieni la tua mente serena proprio come mantieni limpida la tua vita. Non dare ai tuoi nemici la soddisfazione di pensare d’averti causato offesa o sofferenza. Sii felice, allegro, disdegnoso, saldo».
Grazie a queste parole incitanti, il suo amico gradualmente si fece animo e riacquistò la padronanza di sé. Questa persona rimase un leale amico di Hugo per tutta la vita.
Nichiren Daishonin sopportò persecuzioni spietate per mano dello stato e venne diffamato da tutte le parti. Eppure riuscì a vedere la sua imminente esecuzione a Tatsunokuchi come un evento di grande fortuna di cui dover gioire (vedi Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pagg. 47-48). E a dispetto di prove ugualmente avvilenti, esclamò: «Provo una gioia senza limiti anche se adesso sono in esilio» (Ibid., vol. 4, pag. 234), «Sento una gioia sconfinata», e «Che fortuna! Sono felicissimo di avere vissuto con la mia vita il passo del sutra “saremo ripetutamente cacciati”».
Si possono trovare infiniti esempi di tali pensieri negli scritti del Daishonin, il Gosho è pieno di questi giudizi ottimistici. I piani di quelle autorità governative e di quei preti corrotti che tentavano di scalzarlo vennero completamente sventati. Come suggerito da Hugo, guardiamo con sdegno le assurde manovre di chi prova a ostacolare il nostro progresso, e continuiamo ad avanzare con fiducia, calma e gioia.
Di recente è stata pubblicata la traduzione di un libro per i più piccoli scritto da Rosa Parks, una tra le maggiori campionesse del Movimento civile americano per i diritti civili. La signora Parks ha scritto una prefazione speciale per l’edizione giapponese, e l’altro giorno ho ricevuto da lei una copia autografa del libro. Nella premessa scrive: «La mia amicizia con Ikeda, un buddista, per me conferma che noi esseri umani che desideriamo la pace possiamo superare qualunque differenza razziale o religiosa per mezzo dell’ amicizia e dello scambio spirituale, e creare insieme un grande valore. Questo modo di fare segnerà un esempio per i nostri giovani, dai quali dipende il nostro futuro».
Queste sono parole estremamente gentili. Credo voglia dire che il nobile cammino dell’amicizia creato da tutti noi della SGI sia la più grande speranza per il mondo e per il futuro dell’umanità.
Nello stesso volume la Parks dice anche: «Ho imparato che per determinare un cambiamento, non bisogna avere paura di fare il primo passo. Falliremo quando smetteremo di provarci. Ognuno di noi può fare la differenza». Ciò che conta è avere il coraggio di fare il primo passo.
Il capitolo Il bodhisattva Re della Medicina (ventitreesimo) del Sutra del Loto dice: «Nell’ultimo periodo di cinquecento anni [cioè nell’ Ultimo giorno della Legge], dovrai diffonderlo [il Sutra del Loto] in tutto Jambudvipa e non permettere mai che [la sua diffusione] sia interrotta, né dovrai permettere ai demoni malvagi, alla gente demoniaca, agli esseri celesti, ai draghi, agli yaksha o ai demoni kumbhanda di prendere il sopravven- to!” (Il Sutra del Loto, pagg. 385-386).
Non dobbiamo permettere ai demoni di prendere il sopravvento, questo è un punto chiave. Sulla base di questo brano, Nichiren Daishonin dice: «Rafforzate la vostra fede giorno dopo giorno, mese dopo mese. Se vi rilassate anche solo un po’, i demoni prenderanno il sopravvento» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 188). Disse queste parole ai suoi seguaci durante la persecuzione di Atsuhara.
È importante rafforzare il flusso di kosen-rufu “giorno dopo giorno, mese dopo mese” cosicché possa durare in eterno. Se il nostro movimento non si rafforza nel tempo, sviluppandosi solidamente una generazione dopo l’altra, “i demoni prenderanno il sopravvento”. Questo accade perché il Demone del sesto cielo cerca sempre di coglierci alla sprovvista.
Anche ora, io stesso sono vigile e deciso. Ma al fine di assicurare continuità al flusso di kosen-rufu negli anni a venire, è vitale che i giovani crescano e si uniscano. Questa è la chiave per il nostro futuro. È ragionevole, ed è anche quanto decretato dal Sutra del Loto. Il Sutra del Loto e Nichiren Daishonin ammoniscono: «Giovani, alzatevi coraggiosamente e portate avanti il compito di diffondere la Legge mistica!». Siamo entrati nell’epoca della Divisione giovani, spero che vogliate dedicare tanta energia nell’incoraggiare i giovani.
Nel Gosho Il comportamento del Budda, il Daishonin scrive: «Ora, all’inizio dell’ Ultimo giorno della Legge, io, Nichiren, per primo ho propagato nel mondo i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo che sono il cuore del Sutra del Loto e la sorgente dell’ Illuminazione di tutti i Budda. Durante gli oltre duemiladuecento anni passati da quando Shakyamuni entrò nel nirvana, nessuno li ha mai propagati, nemmeno Mahakashyapa, Ananda, Ashvaghosha, Nagarjuna, Nan-yüeh, T’ien-t’ai, Miao-lo o Dengyo. Miei discepoli, serrate e seguitemi e sarete superiori a Mahakashyapa o Ananda, a T’ien-t’ai o Dengyo! Se tremate di fronte alle minacce dei padroni di queste isolette e abbandonate la fede, come potrete affrontare la ben più terribile collera di Emma, re dell’Inferno? Voi vi proclamate messaggeri del Budda, ma se esitate nessuno sarà più disprezzabile di voi» (Ibid., vol. 4, pagg. 42-43).
Il nobile spirito della SGI non è altro che allenarsi in completo accordo con queste parole. Poiché noi della SGI stiamo avanzando proprio come il Daishonin insegna, i nostri benefici sono incommensurabili e infiniti.
Kosen-rufu è un supremo, aureo cammino che si estende per tutto l’Ultimo giorno della Legge, nell’eterno futuro. Continuare a seguire questa strada, come insegna Nichiren Daishonin, è l’unico modo per realizzare la pace mondiale. Se non diffondiamo ampiamente i principi e gli ideali del Buddismo del Daishonin, non ci sarà speranza per la pace e la felicità di tutta l’umanità.
Nella società ci sono molte persone povere di spirito e prive di una direzione: dovremmo vivere in mezzo a questa gente accettando anche queste difficili sfide. Nella SGI non c’è posto per i codardi o per gli egoisti inclini alle opinioni arbitrarie o interessate. Il nostro movimento non ha bisogno di pavidi pieni di dubbi che crollano di fronte alle prime influenze negative.
Impegniamoci in favore della Legge, e viviamo con orgoglio e dignità le nostre vite! Il ventunesimo secolo costituirà la fase essenziale del nostro movimento. Membri della SGI, avanzate in spirito di unità e benevolenza, aprendo il vostro cuore a tutti, in amicizia.
Il Gohonzon permea l’intero universo, quindi, noi che crediamo e recitiamo Daimoku al Gohonzon possiamo vivere le nostre vite con la massima serenità e compostezza. Siate fiduciosi che attraverso la fede nella Legge mistica potremo certamente condurre un’esistenza meravigliosa e insuperabile.
(D. Ikeda - Tokyo, 21 aprile 1998 Messaggio ai partecipanti al corso primaverile della SGI)
stampa la pagina

Commenti