Il beneficio della protezione

Ho sessant'anni e pratico questo Buddismo dal 2005. Ho iniziato perché avevo delle gravi difficoltà sul lavoro, così mia sorella, che già praticava, approfittando di questo mio momento di "debolezza", mi disse: «Mettiti davanti a un muro e recita Nam-myoho-renge-kyo!». Così feci, e dal quel momento non ho più smesso.
Sono diventato responsabile di squadra del gruppo Prometeo (attività di protezione) circa due anni fa. Avevo avuto l'esempio di un grande amico, Alessio, che quando facevo i turni mi era sempre vicino, ci sentivamo spesso, parlava con noi insegnandoci il profondo senso di questa attività e gli atteggiamenti da tenere con le persone che arrivano al Centro. Quando ho accettato la responsabilità di squadra ho cercato di portare avanti lo stesso tipo di dialogo, cercando di conoscere ogni persona e facendo in modo che ognuno avesse l'opportunità di svolgere questa attività nel modo più gioioso possibile.
La scorsa estate, memore di quel che era successo l'anno precedente, durante il quale ho fatto tanti turni per la mancanza di persone che potessero coprirli, abbiamo deciso che non potevamo continuare a sostenere quella situazione. Per questo ci siamo messi lo scopo di non lasciare turni scoperti e di aumentare il numero dei Prometeo e ogni giorno recitavamo mediamente dalle due alle tre ore di Daimoku. Io ero in ferie e avevo deciso di dedicarle a questa attività; così siamo riusciti a far sì che i soka-han e le byakuren non dovessero occuparsi dell'accoglienza al portone d'ingresso, dato che avevano altri specifici compiti da svolgere.
Coinvolgendo molte persone che in seguito hanno continuato a fare questa attività, la squadra è cresciuta. Abbiamo sempre portato avanti lo scopo comune di itai doshin (diversi corpi, stessa mente) e abbiamo costruito rapporti più stretti con le altre squadre aiutandoci reciprocamente. Certo ci sono state anche delle incomprensioni, ma tornando davanti al Gohonzon e recitando Daimoku insieme, ogni volta riusciamo a superare tutti i problemi. Facendo questo tipo di attività tanti compagni di fede hanno fatto esperienze personali importanti, che hanno segnato un punto di svolta nella loro vita. Anche per me fare attività nel Prometeo è stato significativo e utile e ho riportato nella vita quotidiana molte cose che ho imparato, dal mio gruppo al rapporto con alcuni figli (ne ho sei!): sono riuscito inoltre a mantenere viva la relazione con la mia compagna pur vivendo a ottocento chilometri di distanza, tanto che lei e i tre figli più piccoli presto verranno a vivere da me. Ma quello che intendevo sottolineare è che l'attività Prometeo mi ha cambiato profondamente, anche se ogni tanto ricado in certi atteggiamenti negativi come l'arroganza, la presunzione e il narcisismo. Ma guardare i compagni di fede che vivono giorno per giorno con me, che vengono al Centro culturale, che si sfidano continuamente, mi ha dato una spinta nuova nel fare attività per gli altri e per fare shakubuku. Anche questa è stata una novità: ora riesco a parlare di Buddismo alle altre persone. Parlare con il cuore: questo è il salto di qualità che spero di aver fatto. Un'altra esperienza favolosa è stata quella di fare attività con i giovani. Devo dire che preferisco stare insieme a loro, mi trasmettono una carica e una spontaneità che avevo perso, e questo ogni volta mi fa riflettere. Non che sia sempre d'accordo con loro, ma ha ragione il presidente Ikeda quando ci dice che il futuro è dei giovani; noi dobbiamo solo aiutarli e forse questo renderà migliori anche noi.
Riguardo al futuro, mi sono messo nuovi scopi, tra i quali un lavoro più importante e meglio pagato. Ho chiesto un anticipo sulla liquidazione e ciò ha creato diverse incomprensioni con il mio datore di lavoro. Alla fine ho dato le dimissioni; avevo bisogno di recuperare il rispetto di me stesso e non volevo più cedere alla lamentela. Sono andato in ferie e, come l'anno scorso, ho messo l'obiettivo insieme al mio amico e compagno di fede Mauro che tutto, durante questo periodo, andasse per il verso giusto nei turni e nella gestione complessiva del Centro culturale. Ho deciso di recitare tre ore di Daimoku al giorno e che dovevo lasciare il lavoro, ma senza scappare, altrimenti nel futuro mi sarei sempre trovato davanti agli stessi problemi.
Al Centro ho condiviso, in particolare, l'attività con due gruppi di giovani, provenienti dal Nord e dal Sud, dedicati all'attività di protezione. Persone meravigliose, che ho cercato di incoraggiare e che mi hanno fatto sentire più giovane e più coraggioso. Abbiamo costruito relazioni stupende, che rimarranno per sempre dentro di me.
Alla fine di agosto sono stato invitato a tornare a lavorare una settimana prima e mi è stato chiesto di ritirare le dimissioni perché avevano fiducia di me. Mi è stato accordato un aumento di stipendio da settembre e un altro a gennaio, e concesso l'anticipo di una parte della liquidazione. È stata una grande dimostrazione di fiducia nei miei riguardi e io ho sentito in quel momento che avevo veramente vinto, come ci incoraggia a fare il nostro maestro Daisaku Ikeda. Non ho smesso di cercare un lavoro migliore perché ho lo scopo di riunificare tutta la mia famiglia qui a Firenze. Io so che tutti questi benefici sono dovuti alla mia attività per gli altri e alla Legge mistica, che è "la mia nave per attraversare il mare della sofferenza"! (G.R.)(dati modificati)(foto di Giulietta)
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Commenti

  1. Grazie di cuore !!! Questa condivione cade a pennello!

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  2. ho appena finito di leggere...sono commossa...ho letto delle cose che ho appena appuntato sul mio pc....desideri...obiettivi da raggiungere....iniziando da me stessa...e in molti dei tuoi ho trovato i miei...grazie.

    Alessandra

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