Il Sutra del Loto #207 (prima parte di due)

Il grande voto del Budda di condurre tutte le persone alla felicità

Mai ji sa ze nen. I ga ryo shujo. Toku nyu mujo do. Soku joju busshin.

Questo è il mio pensiero costante. Come posso fare in modo che tutti gli esseri viventi possano conquistare l’accesso alla più alta Via e raggiungere rapidamente la Buddità.

Le parole conclusive del capitolo "Sulla durata della vita"

Questo brano esprime la determinazione eterna del Budda, il suo grande desiderio sin dal tempo senza inizio. C’è un’unica cosa che il Budda desidera ardentemente: aiutare le persone ad ottenere la massima felicità. Questo, afferma Shakyamuni, è il suo pensiero costante. Egli è in grado di vedere, con limpida chiarezza di pensiero e d’intento, il sentiero che le persone devono seguire per ottenere questa felicità e così spinge in quella direzione dicendo: «Vai avanti su questa strada». Leggendo questo brano ci accorgiamo che il meraviglioso sentiero che conduce direttamente ad una condizione di crescente felicità, è finalmente visibile, illuminato dal sole della compassione del Budda.
Con queste parole si concludono sia il Jigage che l’intero capitolo Rivelazione. È un brano sublime che costituisce la conclusione più adatta al poema epico per la salvezza dell’umanità che cristallizza il cuore del Sutra del Loto e lo spirito di Shakyamuni. Nichiren Daishonin parla del “compassionevole voto del Budda” il cui «“pensiero costante” è la nostra salvezza» (Gli scritti di Nichiren Daishonin,
vol. 7, pag. 19). Questo “pensiero costante”, questo “voto” costituisce l’entità essenziale del Budda eterno. L’eternità della sua vita è inseparabile da questo grande voto, a causa della quale egli appare in questo mondo. Nel capitolo Sul mezzo (secondo) si parla di questa come dell’“unica grande ragione” (per l’apparizione dei Budda nel mondo). Anche l’uso dell’espediente della sua morte è dovuto a questo grande voto, come suggerisce la frase del capitolo Rivelazione che dice «ho reso gli uomini testimoni del nirvana come mezzo per salvarli».
Sia l’apparizione che l’estinzione del Budda si accordano con questo grande voto. Sia la sua nascita che la sua morte sono contenute in questo “pensiero costante”. Nichiren Daishonin afferma: «I due fenomeni di nascita e morte sono entrambi frutto del mistico funzionamento dell’unica mente» (Gosho Zenshu, pag. 717). I versi conclusivi del Jigage chiariscano la natura di questa “unica mente”. A proposito del “pensiero” del Budda, nella frase “questo è il mio pensiero costante”, il Daishonin afferma: «si tratta del pensiero unico, o ichinen, che i Budda e tutti gli altri esseri posseggono originariamente» (Gosho Zenshu, pag. 1368). «Voglio diventare felice e far sì che lo diventino anche tutti gli altri». Questa è la “mente originale”, il desiderio puro che agisce nelle profondità della vita sin dal tempo senza inizio. Coloro che abbracciano totalmente questo spirito sono Budda. Inoltre, poiché si tratta del desiderio del Budda, un desiderio che comprende tutto, viene chiamato anche il “grande voto”. Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge, visse la sua vita in accordo con questo grande voto. Nel suo storico trattato Rissho ankoku ron (Assicurare la pace nel paese attraverso la propagazione del vero Buddismo) egli comincia descrivendo le miserevoli condizioni della popolazione che veniva colpita da una calamità dopo l’altra. Lo sguardo del Daishonin era sempre concentrato sulle persone comuni.
In questo scritto egli si rivolge a Hojo Tokiyori, la persona più potente del paese, invitandolo ad unirsi a lui per decidere che cosa fare per alleviare le sofferenze delle persone. Sia che incoraggiasse calorosamente un credente sfortunato o che ammonisse severamente i governanti del paese, lo spirito del Daishonin era sempre concentrato sulla felicità delle persone. Egli scrive: «Da quando sono nato a oggi, io, Nichiren non ho avuto un momento di tregua: ho solo pensato a propagare il Daimoku del Sutra del Loto» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 5, pag. 227). La sua vita fu un susseguirsi di difficoltà che egli affrontava volentieri proprio per il desiderio di rendere felici tutte le persone. Questo era il “pensiero costante” nel profondo della sua vita.
Vivere per la grande promessa di realizzare kosen-rufu significa basare la propria vita sulla determinazione eterna del Budda. “Costante” non significa solo in questa vita. Il Daishonin afferma: «significa eternamente nelle tre esistenze» (Gosho Zenshu, pag. 840). Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai, diceva: «significa attraverso passato, presente e futuro. “Questo è il mio pensiero costante” indica la preghiera costante di Nichiren Daishonin - fin dal remoto passato di kuon ganjo per la salvezza di ognuno di noi. È una frase molto importante». (continua)
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