Il Sutra del Loto #204 (prima parte di due)

Il Budda concentra la sua attenzione sul genere umano

Nyo i zen hoben. I ji oshi ko. Jitsu zai ni gon shi. Mu no sek-komo. Ga yaku i se bu. Ku sho kugen sha.

Egli è come l’abile medico che si serve di stratagemmi per curare i suoi figli illusi. Egli vive, ma dice loro che è morto. Nessuno può dire che il suo insegnamento sia falso. Io sono il padre di questo mondo, che salva chi è afflitto e soffre.

Il Jigage, la parte in versi del capitolo Rivelazione, comunica l’essenza della vita eterna del Budda per mezzo di una bella poesia. Dal punto di vista filosofico, il capitolo Rivelazione è pieno di principi importanti, messi chiaramente in luce dal cinese T’ien-t’ai e da altri studiosi. Ma, anziché esporre direttamente questi principi, Shakyamuni cercò di farli giungere al cuore delle persone attraverso il lirismo della poesia. Il suo è un grido “da cuore a cuore” e qui sta la sua grandezza.
Attraverso il ritmo del Jigage, che materializza l’essenza della condizione vitale del Budda, coloro venuti dopo Shakyamuni hanno senza dubbio percepito la sua voce e il suono del suo cuore al di là delle distanze spazio-temporali. Questa è sicuramente una delle ragioni per cui il Sutra del Loto è stato così ampiamente apprezzato e recitato dalle persone nelle varie epoche.
Anche i responsabili dovrebbero studiare la poesia e possedere uno spirito poetico. Chi manca di questo spirito non riuscirà a mantenere un contatto profondo con il cuore delle persone e condurle davvero alla felicità; perciò ho sottolineato ripetutamente l’importanza di questo punto. Siamo quasi alla fine del Jigage, e Shakyamuni ribadisce la conclusione della parabola dell’abile medico e dei figli malati. Per salvare i figli che hanno bevuto il veleno e, di conseguenza, hanno perso la ragione, il padre impiega uno stratagemma. Egli invia qualcuno ad annunciare ai figli la sua morte, inducendoli così a bere la medicina. Ma, come dice Shakyamuni: «nessuno può dire che il suo insegnamento sia falso».
Egli prosegue così: «Io sono il padre di questo mondo, che salva chi è afflitto e soffre». In questo modo proclama a gran voce di essere egli stesso il “padre” che conduce le persone all’Illuminazione. È una dichiarazione veramente grandiosa. La missione del Budda consiste nel grande compito di salvare tutte le persone, in modo radicale, dalle sofferenze che le tormentano.
Cosa significa “io sono il padre di questo mondo” dal punto di vista del Buddismo del Daishonin? Nell’Ongi kuden (Raccolta degli insegnamenti orali) Nichiren Daishonin spiega che il Jigage contiene le virtù di sovrano, maestro e genitore proprie del Budda dell’insegnamento essenziale. “Questa, la mia terra, rimane salva e illesa” attesta la virtù del sovrano; “sono sempre qui a insegnare la Legge” attesta la virtù del maestro e “io sono il padre di questo mondo” quella del genitore. Inoltre Nichiren Daishonin dichiara: «Ora Nichiren e i suoi discepoli che recitano Nam-myohorenge-kyo sono i padri di tutti gli esseri viventi, perché li salvano dai tormenti dell’inferno di incessante sofferenza» (Gosho Zenshu, pagg. 757-8). (dal Nuovo Rinascimento del Gennaio 1997)
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