Il Sutra del Loto #200 (prima parte di due)

Un grande beneficio è l'effetto di una pratica corretta

Sho u shu kudoku. Nyuwa shichijiki sha. Sokkai ken gashin. Zai shi ni seppo. Wakuji i shi shu. Setsu butsuju muryo. Ku nai ken bussha. I setsu butsu nan chi.

Ma tutti coloro che seguono strade meritorie, che sono sensibili, pacifici e retti, mi vedranno qui in persona mentre insegno la Legge. Talvolta a quelle persone insegnerò l’incommensurabile durata della vita del Budda e a quelli che mi vedranno soltanto dopo un lungo periodo, spiegherò com’è difficile incontrare un Budda.

“Sensibili e pacifici” significa avere una mente aperta. Mentre il brano precedente descrive gli esseri umani immersi nell’illusione che vedono il mondo come un abisso di sofferenza consumato da fiamme ardenti, questa parte ci insegna invece che, mantenendo una fede corretta, possiamo ricevere il grande beneficio della Legge mistica. Indica che chi ha accumulato tanti benefici ed è sensibile, pacifico e retto, riesce a vedere il Budda che sta propagando la Legge per la felicità delle persone.
“Sensibili e pacifici” significa avere una mente aperta, priva di ostinazione, ma non per questo irresoluta. È lo spirito di vedere la verità esattamente come è, senza essere sviati da pregiudizi, apparenze o altro.
“Pacifici e retti”, come suggeriscono le parole stesse, significa l’atteggiamento di accostarsi senza ostilità, ricercando ciò che è grande e giusto. Il Budda eterno è visibile agli occhi di coloro che sono “sensibili, pacifici e retti”: la vita del Budda è eterna e indistruttibile. Coloro la cui mente è sensibile, pacifica e corretta, possono vivere costantementte con un senso di pace assoluta, sentendosi sempre al fianco del Budda, liberi da solitudine e impazienza, ansia e disperazione. Il loro stato vitale sarà quello della felicità eterna. Per noi il significato di “sensibile, pacifico e retto” si riferisce al nostro atteggiamento di fede nel Gohonzon. Da un punto di vista letterale “seguire strade meritorie” significa accumulare benefici svolgendo le varie pratiche buddiste. Ma la nostra pratica non è altro che recitare Daimoku al Gohonzon per noi e per gli altri.
Nichiren Daishonin dice: «I cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, il cuore dell’insegnamento Honmon del Sutra del Loto, contengono tutti i benefici delle pratiche e delle azioni meritorie di tutti i Budda nelle tre esistenze» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 6, pag. 219). Recitare Daimoku è la fonte di tutti i benefici. Questo brano del sutra ci insegna anche che dovremmo sempre invocare la Legge mistica con sincero spirito di ricerca verso il Gohonzon. Quando possediamo una fede così pura, dentro di noi si manifesta lo stesso identico stato vitale del Budda eterno.
Una mente aperta e retta ci unisce alla vita del Budda. Ciò è spiegato dalla frase “..mi vedranno qui in persona mentre insegno la Legge”. Il Budda è sempre qui a predicare la Legge, e in ogni momento siamo avvolti dalla sua compassione e in accordo con la sua saggezza. Quando siamo fortemente convinti che il Gohonzon e il Daishonin sono sempre con noi, niente ci può più fare paura.
Quando accade qualcosa possiamo sfidare con calma la situazione ed esercitare appieno la nostra saggezza recitando Daimoku. Se faremo in questo modo saremo sicuramente protetti, certi di realizzare una vita piena di vittorie. “Mi vedranno qui in persona” indica anche i principi del mutuo possesso dei dieci mondi e di ichinen sanzen, tremila regni in ogni singolo istante di vita. Gli esseri dei nove mondi percepiscono la Buddità e ne sono avvolti, poiché i nove mondi sono dotati del mondo di Buddità e il mondo di Buddità è dotato dei nove mondi. Nell’Ongi kuden (Insegnamenti Orali) Nichiren Daishonin dice: «Il capitolo Juryo chiarisce che la frase “Mi vedranno qui in persona” sta a indicare il principio di ichinen sanzen. Ora Nichiren e i suoi seguaci che recitano Nam-myoho-renge-kyo sono proprio le persone a cui si riferisce» (Gosho Zenshu, pag. 757). (dal Nuovo Rinascimento del Dicembre 1996)

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